Il vino della solitudine | Domino Letterario

Dopo una pausa finalmente è tornato il Domino Letterario un gioco tra blogger che consiste nello scegliere una lettura da portare a compimento entro il mese agganciandosi al libro scelto dal blogger precedente per genere, autore, casa editrice e così via. Alla fine dell’articolo metterò a disposizione i link delle altre recensioni con cui ho partecipato.

Questo mese ho scelto “Il vino della solitudine” di Irène Némirovsky, considerato il libro più autobiografico dell’autrice russa-francofona.il-vino-della-solitudine_5373_x1000

Hélène, la piccola protagonista di questo romanzo, ha un odio profondo verso la madre che non le dimostra mai affetto, che desidererebbe non avere con sé una bambina che la faccia sembrare più vecchia. Una madre che pensa solo a divertirsi e amoreggiare. Il padre è un uomo di affari, anch’egli con la sua passione: il gioco; una passione che gli ruberà il tempo che ha per dimostrare alla sua unica figlia che l’ama. E poi c’è la nutrice Rose l’unico faro in un’infanzia triste. Crescendo, però, Hélène capirà che la natura le ha dato le armi necessarie alla sua vendetta.

Se dovessi consigliare la lettura di questo romanzo a una persona che ama Irène quanto me, potrei dirgli di leggere prima la biografia di Philipponnat e Lienhardt. Grazie a quest’ultima, infatti, ho potuto notare ogni dettaglio autobiografico all’interno del romanzo e ve ne sono molti, soprattutto nella prima parte. L’odio di Irène verso Fanny è cosa risaputa e la sua intera opera lo dimostra, ma questa volta riviviamo tutto attraverso gli occhi di Hélène: l’amore per  Zèzèlle – la nutrice francese – , per la Francia che visitava sporadicamente prima del trasferimento definitivo, il rapporto con la madre e quello con il padre e la prima breve fugace esperienza d’amore.

Anche questo libro risulta scritto magistralmente, con le parole giuste si assiste allo svilupparsi della coscienza della piccola che prima prova tristezza e solitudine, ma alla fine solo desiderio di vendetta e un diverso tipo di solitudine.  Al primo non esiste scampo, c’è soltanto la consapevolezza di trovarsi Rose accanto prima di addormentarsi, ma il secondo è un tipo di solitudine quasi inebriante e gratificante. Quella solitudine le fa sentire che qualcosa è cambiato, in positivo, e qualcosa ancora cambierà; non resta che da capire come.

È un romanzo dal quale si potrebbe cominciare a conoscere l’autrice e addentrarsi meglio nei suoi pensieri e nella sua poetica, se ancora non la si conosce ed è sicuramente tra i più belli che ho letto finora. La bravura della scrittrice non ha potuto non commuovermi a lettura conclusa.

“A pensarci oggi” scrive Irène Némirovsky nel 1934 “non mi sorprende che mi sia rimasta tutta la vita quella paura, quel senso di insicurezza e di minaccia … non si dimentica il gusto di certe lacrime … Si deve soltanto aspettare che il vino sia invecchiato.” Le vendemmie precoci sono le più amare.[1]

E ora, prima di lasciarvi il nome degli altri blog partecipanti al domino, vi lascio le mie recensioni:

L’amico Immaginario, Matthew Quick

Il mercante di libri maledetti, Marcello Simoni

Veleno d’Inchiostro, Cornelia Funke

Firebird, Claudia Grey

Reckless, Cornelia Funke

Il quidditch attraverso i secoli, J.K.Rowling

Una pedina sulla scacchiera, Irène Némirovsky

13516371_1755003011388282_92180517058667287_n

Tschüss, Em.

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

[1] La vita di Irène Némirovsky

Ti è piaciuto il post? Condividilo!
Precedente Novità Newton Compton del 30 giugno Successivo "Il figlio perfetto" |recensione
  • Clarissa Neri

    Aggiunto anche questo!
    Finirò a vivere sotto i ponti, lo so.

    • Em

      Per come la vedo io, per la Némirovsky questo e altro ahah

  • Sembra una lettura molto interessante, me lo segno.
    Grazie xD

    • Em

      Una lettura di degna di essere valutata 🙂

  • Lo ammetto, non ho mai letto nulla della Nemirovsky però la tua recensione mi ha incuriosita e penso proprio che presto ne farò la conoscenza!

    • Em

      Questo potrebbe essere un bel punto d’inizio 🙂 o ancora “I doni della vita” o “Suite Francese” 🙂

  • Marta

    Adoro l’autrice, ma questo lo devo recuperare:)

    • Em

      sono contenta di aver trovato un’altra amante della Némirovsky 😀

  • Io con questa autrice ho un rapporto strano. Ho letto Suite francese e non mi ha convinta del tutto quindi non lo so, mi è rimasto quel dubbio attaccato addosso che non mi spinge a darle, al momento, un’altra possibilità. Se in futuro lo farò terrò sicuramente in considerazione questo libro
    Ecco la mia tessera: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/recensione-domino-letterario-ti-amo-ma-niente-di-serio-di-anna-chiatto/

    • Em

      Mi farai sapere 🙂

  • Bella recensione ma purtroppo io e la Némirovsky non andiamo molto d’accordo 😉

    • Em

      Mi spiace 🙂 magari devi ancora leggere il libro giusto 😉

  • Ho in libreria Il ballo di Irène Némirovsky.. Ma non l’ho mai letto!! Potrei provare! 😉

    • Em

      Se ti posso consigliare, comincia da qualcos’altro. Quello per ora è quello che mi è piaciuto di meno :/

  • Ella di Libri e librai

    Aggiunta alla mia infinita WL!
    Grazie per il consiglio

    • Em

      Grazie a te per essere passata 🙂

  • diario di un sogno

    Bellissima recensione! non lo conoscevo proprio…

    • Em

      Spero di averti incuriosita quel tanto per leggere qualcosa di suo 🙂

  • Virginia

    Non ho mai letto nulla di questa autrice: gravissimo errore!!!

    • Em

      Rimedia appena puoi 😀