Il vino della solitudine | Citazioni

Il 17 agosto del 1942 moriva Irène Némirovsky, a 39 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Era nata a Kiev, ma il suo animo e la patria erano francesi, così come scriveva in francese i suoi romanzi, nonostante non riuscì mai ad ottenere la cittadinanza. Ho pensato di ricordarla con un post ricco di citazioni, tratte dal suo libro più autobiografico “Il vino della solitudine”il-vino-della-solitudine_5373_x1000

“Grazie alla signorina Rose poteva ascoltare con distacco quella tempesta lontana, come si sente il rumore del vento in una casa calda con le finestre chiuse, sapendo di possedere un rifugio vicino a quella ragazza tranquilla, che cuciva sotto la lampada”.

“Sentiva fremere e sanguinare dentro di sé uno strano orgoglio, come se nel suo corpo di bambina fosse prigioniera un’anima più vecchia, e quell’anima offesa soffrisse”.

“Stasera ritaglierò bambole, disegnerò… Sono felice, voglio essere una bambina felice” pensava, e il blocco di ghiaccio di tenebre, immobile sotto un portico, i vetri scuri su cui si scioglieva la neve, colando come lacrime, si confondevano ai suoi occhi e formavano un mare nero e agitato”.

“Ma Hélène non l’ascoltava. Aveva dieci anni e provava, con una sorta d’inebriante pienezza, la felicità dura e amara di essere viva”.

“Esisteva voluttà paragonabile a quella di correre, con i capelli sulla faccia, le guance in fiamme, il cuore in gola? Il respiro ansante, il folle movimento del giardino che ti gira intorno, le forti grida quasi inconsce, quale piacere poteva mai sostituire quello? Più veloce, sempre più veloce…”

“La sua vita era più ricca e più piena di quella degli altri bambini… Lei sapeva tante di quelle cose! Aveva visitato tanti paesi diversi! A volte le pareva che nel suo corpo coabitassero due anime, senza fondersi, sovrapponendosi senza unirsi… Era una bambina, è vero, ma che aveva già tanti di quei ricordi che capiva al volo quella parola che ripetevano gli adulti ‘esperienza’… A volte, se ci pensava, veniva colta da una gioia elettrizzante”.

“Poteva distrarsi a piacer suo, e continuò, appoggiando appena la matita, ma scrivendo con una strana rapidità, una leggerezza che non aveva mai avuto prima di allora, un’agilità di pensiero, pensando allo stesso tempo a quello che scriveva e quello che si formava nel suo spirito, che rapidamente si solidificava. Giocava a quel nuovo gioco, come se avesse guardato le lacrime che le scorrevano sulle guance e le mani in una giornata d’inverno, quando il gelo si trasforma in fiori ghiacciati”.

“Tutto quello che vedeva in quel momento, tutto quello che sentiva, la sua stessa infelicità, la sua solitudine, e quell’acqua nera, quelle fiammelle delle lanterne agitate dal vento, tutto, persino la sua disperazione, la respingeva verso la vita. ‘No, non ce la faranno. Io ho coraggio.’

“Dolcemente, lentamente, l’amore colpevole aumenta. Ha già affondato le serpentine radici nel cuore dell’uomo quando spunta il primo debole fiore. Sembra così debole e così piccolo che l’uomo lo contempla non tanto per ammirarlo quanto per inebriarsi del suo potere. Si sente così forte… Un solo movimento, un piccolo sforzo, e tutto sarà finito, morto per sempre nel suo cuore… “Irène-Némirovsky

“Hélène entrava in mare e le sembrava che l’acqua salata che le scorreva sul corpo cancellasse la fatica delle notti insonni. Si sdraiava sul dorso, a filo d’acqua, guardava ridendo il cielo sopra di lei e pensava, riconoscente, che non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento […] si sentiva sciocca nel provare un piacere così perfetto in un modo così innocente. La vita continuava, insensata e rapida, come una corsa incessante e vana verso una meta invisibile.”

“Non ho paura della vita. Sono soltanto gli anni di apprendistato. Sono stati eccezionalmente duri, ma hanno temprato il mio coraggio e il mio orgoglio. Tutto questo è mio, è la mia ricchezza inalienabile. Sono sola, ma la mia solitudine è aspra e inebriante”.

Vorrei potervene scrivere ancora e ancora, perché questo piccolo capolavoro ne nasconde tanto, ma spero che queste vi bastino per ispirarvi alla lettura. Andate a scoprire il resto voi stessi!

Buona lettura,

Tschüss, Em.

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