Utopia e distopia

Buongiorno sognatori,

oggi riprendiamo una rubrica che abbiamo un po’ tralasciato: Dialoghi su universi letterari.

Volevo intraprendere un discorso sul genere utopico che come ben sappiamo, negli ultimi anni, ha riacquistato molto successo grazie a saghe come Hunger Games e Divergent. Tuttavia non tutti sanno che il genere affonda le sue radici nella letteratura di qualche secolo fa: il termine fu inventato da Thomas More con la pubblicazione del libro “ Utopia”.download

Esso si riferisce a un apparato sociale, religioso ed economico irreale che viene proposto come modello.

Il termine opposto, Distopia fa sempre riferimento ad una realtà inesistente che, però, non appare positiva ma bensì negativa. La realtà dei romanzi distopici, infatti, è peggiore di quella in cui viviamo.

L’utopia fu trattata anche in filosofia: esempio ne è La città del sole di Tommaso Campanella.

Andando avanti nel corso della storia troviamo Jonathan Swift con i suoi Gulliver’s Travels e, ancora dopo, George Orwell, Ray Bradbury e Aldous Huxley.

In particolare, tenendo conto del tema di questa rubrica sempre a sfondo contrappositivo, volevo mettere a confronto utopia e distopia del vecchio e del nuovo secolo.

Partiamo da Orwell e Bradbury: come dimenticarsi di Animal Farm, 1984  e Fahrenheit 451images (1)Queste opere sono nate principalmente come satira, come mezzo per attaccare un determinato tipo di stato e/o governo, anche un determinato divieto o una censura.

Ognuno, quindi, porta con sé una storia importante.

Potranno passare gli anni ma questi libri avranno sempre un significato profondo dietro le loro pagine, avranno sempre qualcosa da dirci. Come un buon classico che si rispetti.

Sono libri che hanno fatto scalpore nella società, hanno aiutato molti animi ad andare avanti e che sono stati pubblicati a loro rischio e pericolo.

Ben sappiamo infatti che il ‘900 non è stato un secolo facile per scrittori e pensatori che si dovevano battere sempre per avere la libertà di parola. Scrivere certe cose, in un periodo come quello, poteva comportare gravi conseguenze. Va attribuito quindi grande coraggio, sicuramente, ma anche grande forza di volontà agli scrittori di quel periodo.

In questo caso ci riferiamo a quelli sopra citati.

In questo nuovo secolo, invece, è molto più semplice affermare determinate cose. Fortunatamente, oserei dire.

Ciò toglie, in minima parte, il coraggio agli scrittori di Divergent, Hunger Games, Delirium O The Maze Runner. Ma noi non vogliamo togliergli altro, perché ricordiamo che essere scrittori al giorno d’oggi presuppone in ogni caso gran coraggio e, soprattutto grande fiducia in se stessi.download (1)

Inoltre, le utopie di oggi non sono nate come puro attacco, pura contestualizzazione o altro, e ciò, in anni futuri, gli conferirà ben poca storia. Questi libri, lasciatemelo dire, sono nati con primo obiettivo quello di intrattenere gli animi, non di salvarli. Sono nati come fantasy, prima che come utopie.

Leggendoli potrai imparare che è il gioco di squadra è sempre importante, che ogni tanto fa bene essere coraggiosi, essere riflessivi o non esserlo. Imparerai che qualche volta fa bene anche non fidarsi dell’altro.

Tuttavia, leggendoli, non scoprirai mai il coraggio di migliaia di persone nascoste dietro l’inchiostro.

Questa, secondo il mio modesto parere, è una differenza fondamentale.

Voglio concludere chiarendo che, nonostante tutto, trovo alcuni dei nuovi libri molto validi, altri un po’ meno. Non me ne vorrete sicuramente se rimango, invece, legata a quelli che sono libri del passato ancora oggi validissimi.

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Prendete un po’ di tempo e cogliete l’occasione di leggere qualcuno dei titoli che ho citato. Non ve ne pentirete. Magari potrete cogliere anche voi la differenza.

 

Tschüss, Em.

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  • Molto interessante questo articolo, mi è piaciuto molto! Complimenti 😉 Ovviamente i libri utopici/distopici del passato sono diversi da quelli di oggi, come hai detto tu la differenza fondamentale sta nel contesto diverso nel quale gli autori scrivevano allora e scrivono oggi. Ho letto “Animal Farm” e “1984”, mi sono piaciuti entrambi (sicuramente da rileggere in futuro senza sentirmi costretta da qualche insegnante) e tra le righe si legge rabbia, volontà di denunciare una realtà che sta stretta all’autore. Quelli di oggi sono sicuramente diversi per significato, puntano all’intrattenimento, ma trovo che alcune idee, anche se molti libri sono ambientati in un futuro indefinito, siano spaventosamente attuali o attuabili!

    • Em

      Come ho scritto anche nell’articolo trovo alcuni libri recenti molto validi e interessanti 🙂 ma il fascino che libri come 1984 o Fahrenheit 451 hanno su di me non sarà mai paragonabile ahah alla lista vorrei aggiungere ad esempio anche “il signore delle mosche” sebbene non possa definirsi distopia al 100%

      • Si si avevo capito che alcuni li ritieni validi, ma il fascino dei classici è il fascino dei classici 😉 io invece vorrei leggere “Fahrenheit 451”! 😉

        • Em

          ovviamente io non ti fermerei se tu fossi intenzionata a leggerlo, anzi ahah 🙂