I turbamenti del giovane Törless | Recensione

Oggi vi parlerò di un libro che ho letto più di un mese fa e che ho aspettato di recensire per meglio elaborare tutto ciò che vi era scritto. Un libro relativamente piccolo, ma che fa molto pensare.

Il libro in questione è “I turbamenti del giovane Törless” dello scrittore austriaco Robert Musil, conosciuto principalmente per “L’uomo senza qualità”, capolavoro incompleto.978880618271

Il libro tratta dei primi turbamenti di un cadetto militare in un’accademia della Renania, dovuti ai primi incontri con una sessualità sconosciuta e con il concetto dell’infinito. Di fronte a sensazioni per lui incomprensibili, Törless cercherà in primo luogo di trovare risposta attraverso un colloquio con il professore di matematica. Rivelatosi questo deludente e avendo realizzato l’inconcludenza dell’istruzione di quel periodo, deciderà di sfruttare la sessualità come uno strumento per arrivare dall’altra parte.

Lo stile di scrittura non è dei più semplici, ci si può perdere se non si segue bene il filo dei pensieri del protagonista e magari qualche frase vi verrà anche da rileggerla. Detto ciò capisco perché a molte persone può essere sembrato ostico e non piacevole, ma uno stile semplicistico non poteva essere usato per descrivere – o forse dovrei dire tentare di descrivere – i turbamenti di Törless.

Altro tema importante è l’incomunicabilità: Musil la vuole esprimere proprio attraverso l’impossibilità del giovane di poter descrivere queste strane sensazioni che sente, che sembrano allontanarsi non appena le si avvicina con le parole. Forse anche per questo l’autore decise di introdurre l’opera con il seguente motto di Maurice Maeterlinck:

“Non appena le enunciamo, stranamente priviamo le cose del loro valore. Crediamo di esserci immersi fino al fondo degli abissi, e quando ritorniamo alla superficie la goccia d’acqua sulle pallide punte delle nostre dita non assomiglia più al mare da cui proviene. Ci illudiamo di aver scoperto in una caverna tesori meravigliosi, e quando ritorniamo alla luce del giorno non ne riportiamo che pietre false e schegge di vetro; e tuttavia, nell’oscurità il tesoro continua a brillare immutato.”

Alla fine l’allievo diventerà consapevole che questa seconda realtà, che ha percepito e che va oltre la razionalità e la logica, non può essere espressa attraverso le parole comuni.

Attraverso le figure negative dei due compagni Beineberg e Reiting, inoltre, l’autore dimostra come la sessualità, priva della molla intellettuale, possa portare alla bestialità – un tipo di bestialità in cui alcuni critici hanno “previsto” le barbarie del nazismo.

Per concludere il mio parere su questo libro è assolutamente positivo e sono contenta di averlo letto, lascio a voi decidere se volete o meno cominciare quest’avventura.

Tschüss, Em.

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