Ti consiglio cinque libri… con più di 400 pagine

Bentornati a tutti e benvenuto a chi, magari, mi legge per la prima volta,

oggi vi porto un’altra carrellata di consigli letterari, perché come sapete mi piace indurvi ad aumentare la vostra wishlist e conseguente pila di libri non letti sul comodino, in modo da sentirmi poi meno in colpa con la mia. D’altronde non è vero che “mal comune è mezzo gaudio”?

Ma bando alle ciance, oggi voglio parlarvi, in particolare, di libri non proprio piccoli, infatti ho scelto tutti libri con più di 400 pagine. Questo perché ho notato da tempo che una caratteristica di noi bravi lettori è quella di cercare sempre libri enormi, anche se poi a ben vedere la maggior parte delle volte i numeroni ci spaventano. E non parlo di quei libri il cui brodo è stato allungato il più possibile e la cui storia poteva concludersi 300 pagine prima, ma di quelli fatti veramente bene e a cui 1500 pagine non hanno fatto assolutamente male. Quelle storie che hanno davvero un mondo dietro di loro, tanti personaggi che vogliono la propria parte, amori, avventure e guerre che necessitano di frasi e frasi per essere raccontate. Ebbene ecco a voi cinque libri del genere che ho amato dal profondo del mio cuore, che mi hanno tenuta incollata alle pagine, mi hanno rapito e trasportato in posti diversi. Libri che mi hanno fatto anche arrabbiare e piangere qualche volta, ma che avrei voluto non finissero mai, nonostante di per sé fossero già enormi.

I figli della mezzanotte, Salman Rushdie

638 di storia dell’India attraverso tre generazioni, 638 pagine ricche di vita e morte, 638 pagine di Saleem Sinai e della sua tragicomica storia che si intreccia con il destino nascente della sua patria. I figli della mezzanotte sono tutti i bambini che sono nati allo scoccare dell’indipendenza dell’India e hanno per questo ricevuto dei poteri particolari, ma man mano che l’ora della loro nascita si allontana dalla mezzanotte, il loro potere diminuisce di grado. È questo un libro che ho comprato a scatola chiusa e che mi ha portato alla scoperta di un mondo totalmente diverso dalle aspettative che avevo e che non avrei voluto decisamente finire. Ricco di sorprese e colpi di scena,  “I figli della mezzanotte” è tutto ciò che non vi aspettate.

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Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas

Ok, chi non conosce, almeno per sentito dire, la storia di Edmond Dàntes? Abile marinaio in procinto di sposarsi che viene accusato grazie un abile piano architettato da chi ne era invidioso e arrestato. 1278 pagine di avventura e vendetta che si muove da un filo all’altro dell’abile mente di Dumas Padre e colpisce innumerevoli personaggi che si trovano, loro malgrado, invischiati in questa rete appiccicosa a cui sembra difficile scampare, una volta entrati nel mirino del Conte. In questo caso sicuramente il numero delle pagine non equivale a pesantezza e borio, perché la scorrevolezza del libro non è certo tale da passare inosservata.

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David Copperfield, Charles Dickens

Holden Caufield affermava che le baggianate alla David Copperfield, vita, morte e miracoli, non erano affar suoi, eppure Dickens non era dello stesso parere quando ha deciso di raccontare ai suoi lettori tutte le peripezie del giovane orfano. Anche in questo caso la mole non è indifferente – 1069 nell’edizione BUR per l’esattezza – ma permettetemi di dirvi che un tal numero era necessario per riuscire a cogliere veramente l’essenza di David; giovane dall’animo fin troppo buono costretto, come gran parte dei personaggi di Dickens, a subire molte angherie prima di poter giungere alla meta. Anche in questo libro le avventure non mancano anche se, paragonate a quelle dei libri di cui sopra, potrebbero apparire abbastanza ordinarie

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La vita di Irène Némirovsky, Oliver Philipponnat e Patrick Lienhardt

Questo libro è un po’ diverso dai precedenti perché, come potrete capire leggendo solo il titolo, è una biografia sulla vita della scrittrice di origini ucraine Irène Némirovsky. I fili della sua vita vengono continuamente intrecciati alla vita dei personaggi scaturiti dalla sua penna, per rendere chiaro ai suo lettori quanto materia dei suoi libri abbia preso spunto dalle sue vicende personali. Dal rapporto difficile con la madre, il padre spesso troppo occupato a far soldi per rendersi conto di lei, l’adolescenza tormentata, il desiderio di diventare francese a tutti gli effetti. Solo 482 pagine per una vita tanto grande e, ahimè, anche tanto breve.

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Il cavaliere d’inverno, Paullina Simons

Infine concludiamo con una storia d’amore che si intreccia alla seconda guerra mondiale a Leningrado. 697 per raccontare la storia di Tatiana, giovane ragazza russa, e Alexander, soldato dell’armata rossa di origini americane. Spesso penso con scetticismo ai romanzi rosa, soprattutto perché ormai sono diventati un accumulo di frasi dette e già scritte e riscritte – e riscritte – che possono generare da parte mia sbuffi, ma ciò non vuol dire che non mi faccia piacere trovare una bella e sana storia d’amore in un libro che leggo. In questo caso ciò che davvero mi ha spinto a leggere questa storia – che mi ha suscitato milioni di emozioni diverse – è stato lo sfondo storico.

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Tschüss, Em.

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