Ti consiglio cinque libri #3

È il momento di prendere carta e penna e segnarsi qualche bel titolo che varrà la pena comprare e leggere; sì, avete capito bene è arrivato il momento della nostra rubrica “TI CONSIGLIO CINQUE LIBRI”. Di quali libri parleremo oggi?

DAVID COPPERFIELD, CHARLES DICKENSlibro

David, orfano di padre, vive una infanzia felice con la madre, ma questa poi si risposa con il signor Murdstone, un uomo crudele che la porta alla tomba. Privo di affetti, David sperimenta la dura scuola del maestro Creakle. Il patrigno gli impone un lavoro avvilente in un negozio di Londra. Disperato fugge a piedi a Dover, dove una zia, Betsey, accetta di occuparsi di lui. Lo manda a Canterbury, per educarlo, in casa del suo avvocato, padre di Agnes, una dolce fanciulla. Divenuto cronista parlamentare e conquistata anche fama letteraria, David sposa Dora che pochi anni dopo muore. Il giovane allora si accorge della dolce Agnes che sposa, dopo aver salvato il futuro suocero dalle trame del suo amministratore.

Perché leggerlo?

Per poter avere un quadro completo della Londra ottocentesca che solo Dickens è capace di dare, per leggere una denuncia alla società fondamentale in quel periodo, fare il tifo per David, scoprire cosa gli accadrà e molto altro.

Il BUIO OLTRE LA SIEPE, HARPER LEE81UmkuQljyL

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

Perché leggerlo?

L’intera storia è narrata dal punto di vista di una bambina e ciò ci da uno sguardo ancora sincero e per nulla influenzato dal mondo adulto. Scopriamo valori che non vale davvero la pena perdere quando si cresce e le cose per le quali vale davvero battersi.

I DONI DELLA VITA, IRÈNE NÉMIROVSKY

A Saint-Helme, gli Hardelot svolgono da sempre il mestiere di cartai, di padre in figlio. Pierre, erede di nome e patrimonio, è fidanzato con Simone, una giovane poco attraente ma un buon partito; è però innamorato di Agnès, con la quale è cresciuto. Le loro famiglie non si frequentano: Agnès appartiene alla piccola borghesia e non ha dote. Alla vigilia del matrimonio, e dello scatenarsi della drammatica sequela di guerre che sconvolgerà l’Europa del Novecento, Pierre decide di voltare le spalle alla tradizione familiare e alle convenzioni sociali sposando la donna che ama, rifiutando il ruolo di erede e rivendicando quello di uomo libero e innamorato.

Perché leggerlo?

Ancora una volta, l’autrice riesce a darci un’immagine reale di ciò che era la Francia nel periodo tra le due guerre, con questo romanzo a lieto fine riesce a darci speranza e ci mostra come ogni cosa, anche dopo la tempesta, ha sempre la forza di rifiorire.

NON LASCIARMI, KAZUO ISHIGURO41WW+RcEUWL._SX323_BO1,204,203,200_

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall’intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole “donatore” e “assistente”? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

Perché leggerlo?

I protagonisti non convenzionali di “Non lasciarmi” ci insegnano quanto con persone differenti possiamo avere sempre qualcosa in comune, a volte anche molto. Il romanzo è capace di dare un’importante lezione morale che tutti dovremmo accettare.

SCORPION DANCE, SHIFRA HORNscorpion-dance-light-683x1024

La storia di Orion, un ragazzo che ha perso il padre durante la guerra dei Sei Giorni e che viene cresciuto da due donne nel quartiere di Old Katamon, è un viaggio di straordinaria intensità tra i suoni, i colori, i profumi e le ferite di Gerusalemme che dall’Olocausto giunge ai giorni nostri. Orion porta sulle spalle il peso di un padre che non ha mai conosciuto, il dolore per l’abbandono della madre che, rimasta vedova troppo giovane, vola in Australia per risposarsi, e soprattutto il ricordo di Johanna, la nonna tedesca che parla un pessimo ebraico e odia la Germania. Quando Orion incontrerà la sua Basherte, una cantante d’opera berlinese con cui vivrà un’appassionata storia d’amore, si troverà a fare i conti con la propria individualità, con il passato del popolo ebraico e con l’ultimo, essenziale, segreto di Johanna. E né Sarah, il pappagallo parlante dai sentimenti umani ereditato dalla nonna, né il glicine giapponese che avvolge con una forza soprannaturale la sua nuova casa, né Falada, il camioncino-biblioteca dotato di volontà propria e senso dell’umorismo, basteranno a salvarlo da un vortice di incertezza, sradicamento e lutto. Come nella danza dello scorpione, questo romanzo – complici un sottile realismo e un lirismo sofisticato – si riavvolge in continui movimenti tra passato e presente, e ci accompagna attraverso la lotta per la sopravvivenza dei tre protagonisti, sempre in bilico tra il desiderio di ricordare e la necessità di dimenticare.

Perché leggerlo?

A parte che anche solo il modo in cui è scritto dovrebbe convincervi, perché è pura poesia, questo romanzo ci offre la possibilità di dare uno sguardo a una realtà del dopoguerra che non sempre viene considerata. Il rapporto tra ebrei e tedeschi dalla seconda guerra mondiale a oggi è ancora molto complicato, ma vale davvero la pena esplorarlo attraverso questa perla di Shifra Horn.

 

Questi erano i titoli che oggi vi consiglio caldamente. Quale v’ispira di più? Fatemelo sapere con un commento.

Tschüss, Em.

Ti è piaciuto il post? Condividilo!

I commenti sono chiusi.