Tenera è la notte | Recensione

Salve a tutti,

oggi vorrei parlarvi di una mia lettura di gennaio di cui non avevo ancora avuto modo di scrivere una recensione. Metteteci gli esami, qualche impegno personale, qualche ora di sonno e avrete una lit-blogger impegnata.

Il libro in questione è “Tenera è la notte” di F.S.Fitzgerald. Di lui conosciamo tutti “Il grande Gatsby” ma anche questo è solitamente molto conosciuto e apprezzato. La storia, chiaramente ispirata alla vita dei coniugi Fitzgerald, è quella di Dick Diver e Nicol Warren. Lui un neurologo, lei una giovane donna solare e amabile. La loro immagine perfetta, però, comincerà a incrinarsi dopo un paio di episodi sconvenienti e i loro amici, quelli che di loro non conoscono il passato, cominceranno a sospettare qualche segreto. La storia è divisa in tre parti e soltanto in quella centrale la narrazione si sposterà sul passato della coppia, mentre il libro comincia con il presente e un quadro idilliaco dipinto in riva al mare.

Comincio col dire che la cosa più sbagliata che potessi fare è partire con delle aspettative altissime per questo libro. Cosa succede quando hai letto altre opere di Fitzgerald e ti dicono che questa è la più bella? Che non vedi l’ora di cominciarla, convinta che leggerai un libro meraviglioso e dal quale non riuscirai a staccarti se non alla fine. Niente di più sbagliato visto che “Tenera è la notte” mi si è rivelato alquanto indigesto.

I personaggi: Rosemary, Dick, Tommy Barban, i McKisco e gli altri mi sono stati tutti, dal primo all’ultimo, insopportabili e antipatici, soprattutto Rosemary che dalla prima pagina riesce quasi a farti odiare il genere femminile – che poi io appartengo a questo è tutto dire. L’unico verso il quale provassi un po’ di simpatia è Nicole, forse anche a causa del segreto, ma verso la fine del libro pure lei si accoda agli altri. Come riesci a proseguire una lettura se proprio non ti interessa dei personaggi? Un punto chiave dovrebbe essere, per l’appunto, l’affetto per un personaggio che ti spinge a leggere per capire se i tuoi desideri per lui si realizzeranno. E se un altro lo odi almeno vuoi andare avanti per vedere se fa una brutta fine. Con i personaggi di questo romanzo di Fitzgerald, invece, ho avuto un atteggiamento talmente indifferente che qualsiasi fine avrebbero fatto non mi sarebbe cambiato molto.

Questo libro volevo finirlo soltanto per la gioia di riposarlo e non riprenderlo mai più, ma anche perché in fondo, in fondo speravo che migliorasse – e invece no. Circa a metà libro, durante la seconda parte, ti illudi: pensi che si sta facendo finalmente avvincente, sei curiosa, divori le pagine e poi, all’improvviso riprende la noia e l’indifferenza. Lo stile, poi, certamente non aiuta: lento, non ingrana la marcia giusta e rende ancora più pesante la storia. Insomma caro Scott proprio non riesco a riabilitarti questa volta, mi spiace.

A questo punto sarei davvero curiosa di sapere tra tutti i lettori che hanno amato questo libro cosa ci hanno trovato di così bello, magari qualche aspetto che io non ho saputo cogliere o altro. Il bello di essere una comunità così grande è poter contare sui pareri più disparati. Quindi mi rivolgo a coloro che in questo momento stanno leggendo questo articolo: Vi è piaciuto? Se sì fatemi sapere perché nei commenti.

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Tschüss, Em.

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  • Qual è il tuo preferito dei libri di Hemingway? Certamente a volte il momento in cui si legge un dato libro è fondamentale e a volte rileggendo si cambia anche idea. Sono curiosa di sapere cosa penserai di questo dopo una seconda rilettura 🙂

  • Mai letto niente di Fitzgerald, quindi non so risponderti! Però, leggerei volentieri il libro solo per vedere se sono d’accordo con te o meno 🙂