Tatiana e Alexander

«Ricorda Orbeli» le aveva detto Alexander l’ultima volta che si erano visti a Morozovo. Questa è l’unica cosa che è rimasta a Tania, ora sola in America con il suo bambino appena nato.  E qui ricomincia a fare l’infermiera a Ellis Land dove arrivano in continuazione militari feriti e sperando di vedere arrivare lui, perché infondo, sa che Alexander non può essere morto.  In Russia, intanto, Alexander è fatto prigioniero e torturato affinché possa confessare di essere Alexander Barrington e non Belov come sostiene di essere da anni. Riusciranno i due a rincontrarsi nonostante si trovino ora in due continenti diversi devastasti dalla guerra?tatiana-and-alexander

Tatiana e Alexander è il secondo capitolo della trilogia di Paullina Simons che aveva fatto innamorare tutti con la storia raccontata ne “Il cavaliere d’inverno”. Il romanzo nella prima parte è composto dai ricordi del giovane, dall’arrivo in America fino alla sua prigionia; sono descritti, quindi, alcuni degli episodi già letti nel precedente libro visti, però, dal suo punto di vista. Da un lato questa cosa può rallentare la lettura, poiché ci sono alcuni passi identici, dall’altro ci danno, invece, modo di sentire ciò che il giovane ufficiale prova per la sua Tatiana. Questa parte non è per niente lineare dal punto di vista cronologico poiché a questi ricordi s’intreccia, allo stesso tempo, la vita della ragazza in America e la sua durante la prigionia.

Tatiana cercherà di sopravvivere al rogo che sente dentro di sé, di andare avanti senza di lui e accettare la sua morte fino a quando non trova significato a quell’ultima frase “… Orbeli”.

Quanto tempo occorre prima che la lancetta del tempo tic, tac, tic, tac… che i giorni, le notti, i mesi e gli anni inesorabili  scalfiscano la pietra del cordoglio che ostruisce la gola fino a farla  diventare un ciottolo ben levigato? Ogni volta che pensi al suo nome, non respiri più: ogni volta che guardi suo figlio non respiri più. Ogni Natale, ogni tuo compleanno, ogni suo compleanno , ogni 13 marzo non respiri per un giorno intero, un altro giorno, un altro anno. Volano via gli anni, eppure il dolore rimane conficcato lì, nella gola, da dove tutto deve passare. Tutto il resto… felicità per te stessa, affetto per gli altri, cibo nel tuo piatto, acqua alla tua tavola, preghiere, applausi…  Tutto ci passa attraverso.”

C’era chi mi aveva consigliato di non avere avanti con la lettura, chi mi aveva detto che non potevo abbandonare i due al loro destino e io mi ripromessa di aspettare la fine della sessione invernale; ma come faceva ad aspettare febbraio? Ho deciso che per me la parola “fine” alla fine del primo libro non poteva essere una fine definitiva e ho cominciato a leggere questo secondo capitolo che si è rivelato straziante e bello quanto il primo. La stretta al cuore, il dolore, i sorrisi, i sollievi e le lacrime, tutto torna; i tuoi pensieri, le tue giornate e i tuoi problemi, la tua vita, tutto scompare perché mentre leggi quelle pagine pensi solo a loro;  riprendi parte a quella storia e non riesci a tornare alla realtà fino a quando non gli hai detto Addio del tutto, fino a quando non hai digerito tutte le emozioni e ricordi che, fortunatamente, se ne andranno dai tuoi pensieri di ogni giorni, ma rimangono nel cuore e nella memoria come incisi.

La fame e la seta scompaiono, l’ansia non ti lascia fino a quando tutto non si risolvi nel modo in cui speri. Allora ritorni a respirare. Sicuramente qualche nota dolente nella scrittura c’è stata così come nello stile – non dimentichiamoci del titolo davvero, davvero banale – e nelle conversazioni e in qualche dibattito, ma non voglio attribuire perfezione a questo romanzo da questo punto di vista, ma glielo voglio attribuire, ancora una volta, alle emozioni che è capace di generare. Il merito di tutto questo va alla scrittrice, perché poche sono le persone che riesco a farmi leggere un libro di 700 pagine in un giorno – anzi è la prima volta. Il suo merito è di essere riuscita a scrivere delle pagine che, non importa quante siano, poserai sulla scrivania solamente dopo averle finite tutte grazie a ciò che ti trasmettono e che non vuoi smettere di sentire.download (1)

Probabilmente il nostro primo pensiero dei seguiti è sempre lo stesso: “Riuscirà a mantenere il successo del primo? Mi deluderà?”. Molto spesso dobbiamo farci forza, perché abbiamo tanta paura di contaminare i bei ricordi, altre volte proprio non ce la facciamo e non continuiamo ignorando la voglia di sapere, altre ancora rimaniamo così tanto delusi che perdiamo del tutto la fiducia nelle trilogie. Con nostra fortuna, però, non è questo il caso, se vi state chiedendo se sia davvero il caso di andare avanti, smettete e piuttosto cominciate a leggere, non ve ne pentirete.

Tschüss, Em.

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