Stoner | Recensione

Vi è mai capitato di voler leggere da tempo, anche troppo, un libro e non riuscire mai a mettere le vostre mani sull’agognata copia? Desiderarla così tanto da non riuscire a contenere la gioia quando finalmente ve la ritrovate tra le dita? Se questo è il vostro caso – e sono incline a pensare che lo sia decisamente – condividete benissimo quella strana sensazione con la quale vi apprestate a cominciare la lettura: a metà tra la curiosità e il dubbio, un po’ di esitazione e la paura di beccare una grossa delusione.

Si va un po’ a tentoni, si gustano le pagine un poco alla volta, per paura di farle scorrere troppo velocemente al punto da non essere in grado di riconoscere il piacere che accompagna la lettura. Assaporiamo ogni emozione, facciamo nostra la storia e dopo aver girato l’ultima pagina – ma anche prima – scende una lacrima perché nel migliore dei casi quel libro si è rivelato davvero come lo avevamo immaginato e un po’ dispiace non poterlo ricominciare dall’inizio come se fosse la prima volta.

Questo è esattamente ciò che è accaduto con me quando finalmente ho letto “Stoner” di John Williams, pubblicato in Italia da Fazi Editore e uscito per la prima volta in America nel 1965.

Quella narrata dallo scrittore statunitense è a prima vista una storia debole, senza le carte in regole per intrattenere un lettore che, magari, sta cercando un’avventura piena di battaglie, amori e tradimenti. Il protagonista è William Stoner che per tutta la vita sarà intrappolato in matrimonio infelice, occuperà sempre la stessa carica all’Università di Columbia e non sarà in grado di mantenere il rapporto che avrebbe tanto desiderato con l’amata figlia. Ma allora in circa 300 pagine che aveva da scrivere John Williams? Come ha fatto a riempire così tante pagine di una vita tanto noiosa?

Eppure con il suo stile, oserei definirlo sublime, l’autore riesce a incollare il lettore sin dall’incipit. Esattamente così: già dalle prime pagine si ha una panoramica dell’intera vita di Stoner, ma in questa sono inclusi tutti quei sentimenti che lo legheranno tanto al protagonista.

Per quanto banale la vita di Stoner viene descritta così magistralmente che diventa una storia travolgente, drammatica e per molti versi tragicamente non vissuta. E proprio in quel non vissuto a scatenare ulteriori sentimenti nel lettore: c’è rabbia, desiderio di scuoter Stoner, prenderlo a sberle se necessario, ma far sì che per una volta sia lui a decidere il corso della sua vita, senza continuare a far scivolare tutto dietro sé perché gli altri hanno già deciso per lui.

Personalmente ho trovato che uno dei punti di forza di questo romanzo sia proprio la scrittura, che ha fatto sì che io lo amassi dalla prima all’ultima pagina, fino al finale che non ha lasciato nessuna traccia di delusione.

Vorrei poter dire tantissime cose su William Stoner, anche se per certi versi avrei paura di non riuscire a trovare le parole adatte. Vorrei continuare a scrivere, ma allo stesso tempo penso di aver già detto molto e, se ancora non avete conosciuto la sua storia, non vi resta che scoprire il resto da voi, lasciando alle spalle ogni dubbio.

Vi lascio il link per l’acquisto diretto su amazon e vi auguro di cuore buona lettura,

Tschüss, Em.

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