“Sottovento e sopravvento” di Guido Mina di Sospiro | Recensione

Trama: Una mappa del tesoro di oltre due secoli fa è apparentemente indecifrabile; ricorrendo alla crittologia più sofisticata, uno studioso riesce finalmente nell’impresa, ma l’indovinello che ne risulta pare non avere a sua volta soluzione; inoltre, il tesoro sarebbe nascosto nelle Negrillos, isolette nel mar dei Caraibi che dal 1867 in avanti scompaiono inspiegabilmente da tutte le carte nautiche. Un narcotrafficante colombiano indagato dalle autorità statunitensi ha bisogno di trovare il tesoro – ben sedici galeoni stipati d’oro – per giustificare i suoi introiti, e obbliga un caccia-tesori irlandese, Christopher, e una filosofa cubana ma cresciuta a New York, Marisol, a trovarlo in sua vece. La spedizione in barca a vela avviene durante una Settimana Astrale in cui gli dèi che hanno dato il proprio nome ai giorni influenzano gli eventi quotidianamente; a pari passo si procede allo smantellamento del razionalismo, con il fallimento della «cerca» dell’algoritmo elusivo di Marisol, e del materialismo, quando si scopre che l’oro cercato era, in realtà, l’aurum non vulgi sed philosophorum (l’oro non della gente ma dei filosofi). Finalmente il mistero della congiunzione si solidifica nel fine ultimo dell’alchimia.

Il libro inizia a raccontare in modo alternato la vita di Christopher, irlandese nato sfortunato con una gobba, che insegue i suoi sogni sui mare e va a caccia di tesori; e Ruth, donna che ama la logica, la filosofia e il pensiero razionale. Ad un certo punto qualcosa porta entrambi a voler qualcosa di diverso da ciò che hanno e così si ritrovano a inseguire sogni impossibili su terre lontane. Christopher abbandona la sua terra per cercare fortuna, per arrivare lì dove aveva sempre sognato: di fronte a un tesoro inestimabile. Nonostante si sia accontentato tutta la vita della sua condizione, in fondo ha sempre sognato qualcosa di più, e così lascia tutto per trovare quel sogno.

Ruth invece inizia un viaggio alla scoperta di se stessa. Brillante studentessa di filosofia, amante della logica e del pensiero razionale, scopre che la sua vita non è quella che pensava, così parte alla scoperta delle sue origini, della verità su se stessa.

Il caso fa in modo che il loro viaggio prenda una piega drammatica, eventi particolari accadono e portano i nostri protagonisti a spingere loro stessi oltre i limiti, senza mai perdere di vista quel desiderio di trovare il tesoro, di raggiungere il loro obiettivo finale.

I due rappresentano in qualche modo grandi gruppi di persone: razionali che vogliono spiegazioni e logica sempre e irrazionali che vivono la viva così come viene, ogni giorno. Dopo un viaggio, queste due categorie si fondono, creando una cosa unica che ha compreso cosa è importante e cosa no, che va al di là del semplice è tutto nero o è tutto bianco, portando la vita al di là di questa divisione netta.

Il tutto è scorrevole, si legge facilmente nonostante sia un libro filosofico, fa riflettere su diversi temi e in qualche momento fa sorridere il lettore. E’ molto particolare, gli eventi non sono mai solo eventi, ma simboli di qualcosa di più grande, offrono al lettore uno spunto per riflettere su molte cose che vanno al di là della semplice trama che si svolge. Infatti, la cosa importante è il messaggio finale: mai smettere di sognare. Nonostante tutto, nei momenti più difficili può accadere di trovare ciò che cerchiamo e di raggiungere un obiettivo, e anche se non riusciamo in ciò che ci siamo proposti di fare, il viaggio sicuramente ci avrà offerto tanto.

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