Siamo lettori o scrittori?

Tutti i lettori, o quasi, sono dentro e/o fuori degli scrittori. Nel momento in cui decidi di aprire le pagine di un libro, di diventare lettore, in quel momento nasce anche lo scrittore che è in te. Perché?

Perché da lettore sarai portato a riflettere su ogni frase che leggerai, al modo in cui è scritta, alla storia di cui fa parte e comincerai anche a pensare a come altrimenti avresti voluto fosse stata scritta, a come tu l’avresti scritta. In questo io scovo lo scrittore dentro il lettore.365

Da quella piccola riflessione potrà nascere, o no, la voglia di diventare scrittore per diletto o professione ma in ogni caso si arriva alla conclusione che tutti oggi sono scrittori. Anche involontariamente.

Sono fermamente convinta che, inoltre, la scrittura possa far bene all’animo umano così come la lettura. Essa è dotata degli stessi effetti curativi: può farti crescere, può migliorarti, può darti più fiducia in te stesso.

Il mestiere del lettore e quello dello scrittore sono molto simili poiché sono imprescindibilmente legati, senza l’uno non può esservi l’altro. Come non credere dunque che chi è uno non è anche l’altro?

tumblr_nt55c8zxR41t8g672o1_500

Proprio quest’affollamento di scrittori ci porta a una constatazione non del tutto positiva: siamo tutti scrittori ma ciò non presuppone che siamo tutti dei validi scrittori e, purtroppo sempre più spesso, non è detto che siano premiati coloro che lo sono.

Viviamo in una società dove la letteratura è diventata oggetto di massimizzazione, in libreria può capitare di trovare il libro di qualcuno che ha scritto per puro interesse economico e non per amore. Come può questo non ferire lo scrittore che è dentro di noi? Lo scrittore che, forse, si batte ogni giorno affinché il frutto del proprio amore sia pubblicato.

Non credo ci sia veramente tanto da consigliare a coloro che cercano ogni giorno di vedere il proprio libro in libreria in quanto, come in ogni cosa, anche in questa la fortuna assume un ruolo importante, magari supera anche la bravura. Tuttavia viene spontaneo incitare questi scrittori ad andare avanti sempre e comunque. Se non serve a molto chiedersi perché qualcuno è pubblicato e qualcun altro no, si può almeno continuare a fare il proprio mestiere con amore.

La cosa fondamentale è questa: se il mestiere dello scrittore e quello del lettore sono legati, e se quest’ultimo è basato su amore e passione perché il primo non dovrebbe esserlo? Le delusioni possono abbattere sicuramente ma fin quando anche solo uno continuerà a scrivere realmente e non per secondi fini, lasciando da parte i trascorsi, potremmo continuare, tutti, a credere che valga la pena esserlo.335

Che tu, lettore, scriva per noia o amore, che tu scriva semplici articoli di giornali o poesie, romanzi d’amore o gialli, che il tuo libro prenda forma anche solo nella tua mente, o nella realtà, sii contento del tuo mestiere perché è ancora fra i più nobili. E se alla fine della giornata il tuo scrivere sarà stato apprezzato anche solo da una persona, vanne fiero: avrai contribuito a far nascere un nuovo lettore, e quindi uno scrittore. Avrai curato il suo animo.

 

Tschüss, Em.

Ti è piaciuto il post? Condividilo!
Precedente Gli animali fantastici dove trovarli: iniziano le riprese! Successivo Le pagine della nostra vita diventa una serie-Tv
  • Amo questo articolo. Mi ritrovo nelle tue parole dalla prima all’ultima! E’ vero, chi ama leggere finirà inevitabilmente per scrivere, per se stessi o per altri, per motivi diversi, ma comunque scriverà. E la scrittura è curativa allo stesso modo della lettura!

    • Em

      Grazie davvero per questo tuo commento, sono davvero contenta ti sia piaciuto!