Il sentiero dei nidi di ragno | Recensione | Domino Letterario

“Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il ritmo…” 

Così Italo Calvino parlava del suo libro “Il sentiero dei nidi di ragni” nella prefazione alla nuova edizione uscita nel 1964 – quasi venti anni dopo la prima uscita – e con queste poche parole riesce a rendere chiaro al lettore cosa aspettarsi da questo piccolo libro.

Pin, il nostro piccolo protagonista, si trova dall’inizio alla fine in un limbo: non è accettato dai suoi coetanei perché rozzo, ma anche perché lui stesso non li considera alla sua altezza, ma nemmeno il mondo degli adulti, a cui tanto aspira, lo accetta completamente. Per loro Pin è soltanto un ragazzino sul quale ridere e dal quale poter sentire canzoni sconce. Le cose cambiano quando il gruppo di grandi che è solito frequentare decide di sfruttarlo per rubare una pistola a un tedesco.

Dopo quel momento Pin riuscirà finalmente a parte del mondo degli adulti, o almeno così gli sembrerà all’inizio, fino a quando capirà che la sua condizione di bambino lo lascerà sempre ai margini della guerra e che nessuno gli permetterà mai di avere la sua parte. Combattuto da spavalderia, cattiveria e paura Pin si ritroverà spesso a pensare che comunque vada lui potrà sempre scappare e andare a riprendere la pistola nascosta tra i nidi di ragno, un posto che nessuno adulto conosce e di cui nessuno si interessa.

Ciò che è chiaro sin dalle prime pagine del libro è che Pin non è un personaggio amabile ed affabile, le disavventure che, suo malgrado, gli capitano un po’ se le va a cercare, un po’ sono anche un pizzico di sfortuna. Tuttavia ci sono anche da considerare le condizioni che fanno del giovane protagonista un ragazzino antipatico e spavaldo: allevato da una sorella prostituta alla quale poco importa del suo avvenire e abbandonato dal padre dopo la morte della madre, Pin non ha avuto figure esemplari da seguire ed è venuto su a modo suo, in un ambiente che di certo non favoriva una vita regolare.

Ciò nonostante Calvino è in grado di scrivere per lui un finale perfetto, quello adatto a un bambino che cercava solo qualcuno con il quale condividere la bellezza del sentiero dei nidi di ragno.

Lo stile dell’autore non è ricercato, si legge molto facilmente e riesce a mantenere il lettore ai margini della guerra partigiana, lasciandogli sperimentare allo stesso tempo dolore e amarezza.

E con questa recensione dichiaro anche aperto il Domino Letterario di maggio, i cui partecipanti potete vedere alla fine di questo articolo.

Se ancora non avete letto questo libro di Calvino e la mia recensione vi ha incuriosita, vi lascio il link all’acquisto diretto su amazon.

Buona lettura, Em.

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  • Erika Medone

    Questo libro l’ho letto tanti, tanti anni fa e mi è rimasto nel cuore.Una delle poche letture ‘imposte’ ai tempi della scuola che non ho odiato xD

  • Dovrei dare una possibilità a Calvino. Ho letto questo libro in terza media perchè mi era stato imposto e non mi era piaciuto, magari rileggendolo chissà. Ci devo provare. Comunque, bellissima riflessione!

    • Grazie ^^ Se posso consigliarti leggi “Il barone rampante” che per il momento è il mio preferito.

  • Calvino è Calvino e lo amo perdutamente <3 Questo libro lo lessi anche io anni fa… E ne ho un bellissimo lontano ricordo 😀 Dovrei riprenderlo in mano <3 E magari continuare l'avventura dei romanzi dell'autore… Alcuni suoi titoli mi mancano… Dovrò rimediare 😉

  • Silvia Devitofrancesco

    Ho letto alcuni libri di Calvino, soprattutto ai tempi del liceo. Questo mi manca!

    • Cosa hai già letto? 🙂

      • Silvia Devitofrancesco

        “Il cavaliere inesistente”, “Palomar” e “Le cosmicomiche”

  • Calvino ancora mi manca, devo rimediare!

  • Federica Caglioni

    Ho letto questo libro anni fa e proprio non sono riuscita a farmelo piacere… Calvino non fa decisamente per me… Però tu ne hai fatto comunque una bella recensione!

  • Deb_Leggendo Romance Blog

    Di Calvino ho letto proprio questo anni fa, sono riuscita a portarlo a termine però non so, non mi ha conquistata.

  • Ella di Libri e librai

    Di Calvino ho letto ” Se una notte d’inverno un viaggiatore” molto bello, ma questo mi manca, chissà magari lo leggerò molto presto =)

  • Marta

    Ho letto solo a scuola di questo autore! Spero di avere tempo per approfondire.