Robin Hood | Recensione

Quando eravamo piccolini abbiamo tutti pensato che Robin Hood fosse solo ed unicamente la volpe del cartone Disney e quando abbiamo visto per la prima volta uno dei tanti film non a cartoni ci siamo anche indignati, pensando che avessero spudoratamente copiato il cartone e che comunque vale, di meglio non si poteva avere.

Tuttavia ora che siamo grandi e vaccinati, siamo ormai consapevole che la paternità dell’arciere che ruba ai poveri per dare ai ricchi non è della Disney, ma di uno scrittore francese che conosciamo, per lo più, grazie a D’Artagnan o al conte di Montecristo: Alexadre Dumas padre.

Dal momento in cui la sottoscritta lo ha scoperto, ha sempre voluto leggere la vera storia nata dalla penna di Dumas, ma l’occasione si è presentata solo quest’anno. Quindi eccoci qui:

downloadRobin Hood il proscritto abita nella foresta di Sherwood insieme alla sua banda – che è molto, molto più grande di quanto ci si potrebbe aspettare e si allarga continuamente – invitando a pranzo tutti coloro che passano per quei luoghi, facendosi pagare profumatamente da chi è ricco e aveva negato precedentemente aiuto a un povero mendicante. Si fa aiutare da Little John, Munch, Will il rosso e tanti altri dei suoi amici proscritti che non potrebbero immaginare, come lui, una vita diversa da quella nella foresta.

Elementi caratteristici dell’opera sono sicuramente i tanti travestimenti e matrimoni, gli scontri e le nuove amicizie, molte della quali si risolvono in nuove aggiunte per la compagnia di Robin. Sicuramente tutte queste cose sottolineano la bella vita che si fa nella foresta e che Robin Hood non se la vede mica male – non dimentichiamoci che ha anche la bella Marian affianco a sé – ma d’altro canto alcune scene tendono a diventare ripetitive dopo un po’ di tempo.

C’è di buono che la scritta è scorrevolissima e il lettore si fa prendere subito dagli eventi, immaginandosi come uno dei personaggi e combattendo qualche cattivo. Un piccolo libro ricco di avventure più o meno spericolate che non posso non riportarci qualche felice ricordo d’infanzia. Non so se voi lo avete letto, ma io ho avuto la sensazione che in qualsiasi modo proveremmo a immaginare il nostro protagonista e in qualsiasi modo egli ci venga descritto, nella nostra mente sarà sempre quella bella volpe con cappello e arco, a cui ogni tanto piaceva far finta di essere un povero cieco bisognoso di aiuto – e quasi quasi rivedo anche il cartone!

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Tschüss, Em.

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  • Adoro quel cartone *-* Penso che è stata proprio la Disney con il suo “Robin Hood” a farmi innamorare di un animale, invece che del solito principe azzurro ahahah O forse “Red e Toby – Nemici amici”, ma comunque la situazione non cambia 😉

    Sapevo del libro, ma non ho mai avuto modo di leggerlo! interessante però la tua opinione 🙂 Ne terrò conto ^_^