Passione o convenienza?

Eccovi di nuovo qui, sognatori, grazie per esservi fermati un attimo a leggere questo mio articolo. Vi posso chiedere come ci siete arrivati? Inutile che fate quella faccia scettica, non pensate che io sia ammattita improvvisamente, so che non siete approdati su questo sito web grazie a qualche scopa volante o a cavallo di un Ippogrifo. La mia domanda si riferiva piuttosto al mezzo tecnico che vi ha permesso di accedere alla pagina. Un cellulare di ultimo modello? Un i-pad? Il portatile? Beh, credo che sarete d’accordo con me nell’affermare che senza nessuna di queste magiche apparecchiature io non avrei modo di scrivere tutto ciò, né tanto meno voi avreste potuto leggerlo. Quindi, il punto di arrivo a questa strana introduzione qual è?

Vorrei farvi riflettere un momento sull’importanza che la tecnica e la scienza stanno acquistando, giorno dopo giorno, nel nostro mondo super moderno. Senza di esse molte cure e apparecchiature mediche non esisterebbero, impiegheremmo ore, giorni, mesi per giungere al luogo della nostra destinazione, anche i libri stampati sarebbero certamente di meno – eresia! – ed è naturale, quindi, pensare che abbiano portato enormi vantaggi nelle nostre vite.

Non voglio di certo rifilarvi una di quelle frasi fatte come “Si stava meglio quando si stava peggio” perché sarei un tantino ipocrita, ma voglio aprirvi gli occhi su delle realtà che spesso non vengono nemmeno considerate. Nel mondo lavorativo la tecnica sta prendendo sempre di più il sopravvento sugli studi humanitas che vengono considerati sempre di meno e, spesso, iscriversi alla facoltà di lettere e filosofia o a quella di storia dell’arte viene considerato un suicidio. Ma considerare inutili certe materie non è il peccato più grande del mondo? Come si può pensare che tali conoscenze e mestieri non hanno più valore? Non voglio fare di tutta un’erba un fascio dicendo che tutti sviluppano certi pensieri, ma purtroppo bisogna ammettere che tanti laureati in ambito umanistico si trovano sempre più spesso le porte sbarrate e noi non possiamo di certo costringerli a prendere una laurea ingegneristica solo perché avrebbero più possibilità. Non dimenticatevi che prima dell’intelligenza, prima della volontà e del tempo, per portare a compimento qualcosa ogni giorno c’è bisogno di passione, è quest’ultima la scintilla che anima il fuoco.

Se, quindi, Giorgio non ama la matematica e le scienze perché dovrebbe iscriversi a ingegneria aerospaziale ed essere condannato ad un lavoro che non ama per tutta la vita, rischiando di diventare frustrato? Io voglio dire a Giorgio che lui deve scegliere la strada che crede sia più adatta al suo animo, perché Petrarca aveva ragione, le lettere non sono inutili, ma fanno bene all’animo, inducono alla riflessione, alla meditazione fino a raggiungere la conoscenza di sé.tumblr_mzx0jh2VBG1tpzqsqo1_500

Leggete, informatevi, acculturatevi! Fatelo sulla carta o su un computer, non importa, qualsiasi sia il mezzo soddisfate la vostra sete di conoscenza perché vivere un mondo tecnologico e avanzato non è sinonimo di ignoranza umanistica.

Vi rivelerò allora un segreto, se ancora non ne lo sapete: fonte di conoscenza è qualsiasi cosa sul quale voi possiate gettare l’occhio. Sfatate i vecchi miti, non fermatevi all’apparenza, non limitatevi!

Tschüss, Em.

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  • Viva le passioni! <3 Io quando ho scelto la facoltà di lingue straniere con le lingue inglese e tedesco, mi sono sentita dire spesso un discorso del genere: tutti studiano lingue, e tanti proprio quelle lingue.. Perché non fai lingue arabe o orientali? Mah, forse perché non mi interessano? 😀 O meglio, sono più interessata ad altre lingue, e porto avanti quelle, per fare quello che desidero <3

    • Em

      esattamente 😀