Niente di nuovo sul fronte occidentale | Citazioni

Torniamo oggi con la nostra rubrica ricca di citazioni e come potrete dedurre dal titolo, il protagonista è “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Remarque. Una delle letture migliori di quest’anno, finora, e che ho nominato spesso anche negli ultimi Book Tag che ho fatto. Se non vi avevo già incuriosito con la recensione, spero che queste citazioni possano indurvi a leggerlo, perché merita.

“nessuno poté tirarsi fuori, a quell’epoca persino i genitori avevano la parola ‘vigliacco’ a portata di mano. Il fatto è che la gente non aveva la più lontana idea di ciò che stava per accadere. In fondo i soli veramente ragionevoli erano i poveri, i semplici, che consideravano subito la guerra come una sventura, mentre i benestanti non si tenevano  dalla gioia, quantunque proprio essi avrebbe potuto rendersi conto delle conseguenze. Katczinsky sostiene che ciò proviene dall’educazione, la quale li rende idioti.”

“Con i nostri giovani occhi ben desti vedemmo come il classico concetto di patria, quale ce lo insegnarono i nostri maestri, si realizzasse per il momento in una rinuncia alla personalità, quale non si sarebbe mai osato imporre alla più umile persona di servizio.”

9788852031809-niente-di-nuovo-sul-fronte-occidentale“Strano che tutti i ricordi che tornano abbiano due qualità. Sono pieni di silenzio; è questa anzi la loro virtù più forte, e rimangono tali anche se la realtà fu diversa. Sono visioni mute che mi parlano con lo sguardo e coi gesti, ed è il loro silenzio che mi commuove nel profondo, che mi obbliga a toccare la manica del cappotto od il fucile per non lasciarmi andare in questo abbandono, in questo dissolvimento in cui il mio corpo dovrebbe dilatarsi e dileguarsi verso le misteriose forze che si celano dietro le cose”

“E se anche ce lo restituissero, questo paesaggio della nostra gioventù, non sapremmo più bene che farne. Le delicate e misteriose energie, che da esso si trasfondevano in noi, non possono rinascere.”

“Oggi nella patria della nostra giovinezza noi si camminerebbe come viaggiatori di passaggio: gli eventi ci hanno consumati; siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti.”

“Vorrebbe che io gli raccontassi qualche cosa di laggiù, ha delle curiosità che trovo commoventi e stupide a un tempo; già da un pezzo non ho più un vero rapporto con lui.” Il suo gusto sarebbe sentir parlare del fronte, di continuo. Mi rendo ben conto che non sa, come certe cose non si possono raccontare e d’altronde vorrei compiacerlo. Ma sento che c’è un pericolo per me, perché, se traducessi quelle cose in parole, temo diventerebbero enormi, gigantesche e che non le saprei più dominare.”

“Sono inquieto: ma non vorrei esserlo, perché non è giusto. Voglio invece risentire dentro di me quella silenziosa attrazione, quel fascino potente e misterioso che provavo sempre quando mi avvicinavo ai miei libri. Voglio che la ventata di desideri, che si levava dalle loro copertine, mi investa come allora, e sciolga questo pesante, plumbeo, morto peso che porto dentro di me, non so dove, per restituirmi l’impazienza dell’avvenire, l’alata gioia del mondo del pensiero… e mi ridoni il perduto slancio della mia giovinezza. […] Voglio sentire che il mio posto è qui; e ascoltare questa voce, perché tornando al fronte io possa dire a me stesso: la guerra si sommerge, sparisce sotto l’ondata del ritorno; la guerra passa, non ci consuma, non ha altra potenza che esteriore. […] Nulla, nulla. La mia inquietudine cresce. Un terribile senso di desta in me, quello di essere un estraneo qui dentro. Non so ritrovare il passato, sono escluso da questa vita. […] Sono un soldato, a questa cosa certa mi devo tenere.”

” ‘Generalmente è perché un paese ha fatto una grave offesa a un altro’

‘Un paese?  Non capisco. Una montagna tedesca non può offendere una montagna francese: né un fiume, né    un bosco né un capo di grano.

   ‘Non ho mai detto niente di simile. Un popolo offende un altro…’

    ‘Allora io non niente a che fare qui; non mi sento offeso.’ “

“Terreno sconvolto, dentro e fuori di noi. Tutti siamo a questo modo, non soltanto noi qui; ciò che fummo non conta, quasi non lo sappiamo più. Le differenze create dalle culture e dall’educazione sono quasi cancellate, appena riconoscibili.”

Di tutto il libro ogni parola ha un significato profondo ed era impossibile riportare davvero tutte le citazioni che avrei voluto. Se queste frasi vi hanno smosso qualcosa dentro, allora forse dovete proprio prendere quel libro e cominciare a leggere. Ecco il link diretto all’acquisto su amazon.

Buona lettura, Tschüss, Em.

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