Sono musulmana, non una terrorista.

 

Buonasera!

Oggi sono qui per parlarvi su qualcosa di diverso rispetto ai soliti argomenti, che non rientra nei libri, film, serie tv o altre cose da fangirl ma lo stesso mi appartiene, è una cosa alla quale tengo, riguarda la mia identità. Il nostro blog si chiama “Il nostro angolo dei sogni” e a mio parere i sogni possono essere di diversi tipi: possono appartenere a mondi lontani ed immaginari oppure possono essere reali, esistenti.

Fra i tanti ne ho uno che giorno dopo giorno vedo davanti ai miei occhi sfumare e diventare sempre più irrealizzabile, quel sogno è di vedere l’islam e il terrorismo come due cose diverse.

Non so se vi è mai capitato di leggerlo ma nella brevissima biografia in fondo all’articolo dico di essere musulmana e già essere qui a ripeterlo e sottolinearlo mi irrita parecchio, perché non dovrei farlo, è una cosa personale che non dovrebbe influenzare il giudizio di una persona su di me ma da quando hanno iniziato ad emergere questi pregiudizi ho sentito dentro di me nascere il desiderio di dirlo, urlarlo a tutto il mondo che sì sono musulmana, sono una donna e sono tremendamente felice e fiera di esserlo. Potete capire quindi che ormai la faccenda mi tocca piuttosto da vicino. La mia sarà solo una breve riflessione nella speranza di ottenere anche una vostra opinione.

Il video che vedete in alto è un’esercitazione a Manchester, città inglese dove la polizia ha simulato un attacco terrorista. Se avete ascoltato avrete notato che subito dopo essere entrato l’uomo mascherato pronuncia quattro volte sempre le stesse parole: “Allah-u-Akbar” letteralmente tradotto “Allah è grande”. Questa breve frase araba sembra essere diventato il riconoscimento dei terroristi, sembra dare per scontato che un potenziale terrorista debba per forza essere musulmano.

Appena si è conclusa l’esercitazione si sono resi conto del grave errore che hanno fatto ovvero quello di dare per scontato l’appartenenza di un individuo sospetto ad una determinata religione, in un tweet infatti hanno affermato “Ammettiamo che è inaccettabile aver usato questa frase religiosa”, questo mostra la serietà e la volontà di non discriminare, di non etichettare le persone in base alla loro religione.

Io non aggiungo altro poiché sono profondamente delusa da questo atteggiamento dal continuare a dare per scontato certe cose, anche da parte delle autorità, sono stufa di dover sempre difendere i musulmani, dal difendere me stessa per non essere definita terrorista, sono stufa di dover dare spiegazione sulla mie scelta di praticare questa religione perché se è vero che siamo tutti uguali allora smettiamo di etichettare tutto, smettiamola di avere pregiudizi, smettiamola di trasformare una religione che incita all’amore e alla pace in una che sembra avere come primo dogma uccidi tutti e avrai il paradiso, non è questo che insegna l’islam. Iniziamo ad abbattere veramente i muri.

Grazie.

Ti è piaciuto il post? Condividilo!
Precedente Totally should've: Book Tag Successivo Il visconte dimezzato | Recensione