Mille splendidi soli | Recensione

Buona sera sognatori,

come stanno andando le vacanze natalizie? Spero abbiate ricevuto regali per voi soddisfacenti.

Io vorrei parlarvi di una delle mie ultime letture di quest’anno: Mille splendidi soli di Khaled Hosseini. Avevo questo libro da luglio e volevo leggerlo da molto, tuttavia ho posticipato più volte perché non mi sentivo pronta, sapevo che questo è un libro che ha bisogno di un cuore forte – il mio non lo è mai, ma vabbè – e volevo scegliere il momento opportuno. Ovviamente ho scelto il pre-sessione invernale, scelta molto intelligente!

Lasciando da parte il fatto che ho spudoratamente ignorato i manuali di Estetica per leggere, arriviamo alla storia di Mariam e Laila.

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Ambientato in Afghanistan, tra Herat e Kabul, il romanzo narra la storia di due donne diverse tra loro ma che si troveranno a condividere lo stesso terrificante destino e, dopo un’iniziale ostilità, capiranno che un legame d’amore e d’amicizia potrebbe essere l’unica salvezza.

Non è un mistero che la condizione delle donne, ancora oggi, in quei paesi è molto difficile: costrette a sottomettersi prima alla famiglia e poi al marito, con il quale spesso si sposano giovanissime. Rifiutare sarebbe impensabile, così come arrogarsi il diritto di parlare quando non si ha il permesso, uscire di casa per comprare il pane o mostrare il viso. Cose che per noi sono normali, per molte donne in quei paesi costituiscono una fortuna che forse non vedranno mai. Siamo quasi nel 2017 eppure ci sono ancora tantissimi casi del genere, inutile specificare che 30 anni fa le cose non erano diverse, anzi peggiori.

Questa realtà fa sì che la storia di Laila e Mariam diventi vera, nonostante sia intrappolata tra carta e inchiostro, e ci faccia sentire maggiormente il dolore per l’esperienza narrata. Sin dalle prime pagine si avverte un cattivo presagio, le grandi difficoltà che le due bambine incontreranno e che le costringeranno a diventare donne troppo presto.

Spesso mentre leggevo dimenticavo la loro vera età – quando le loro vite si incrociano hanno rispettivamente 14 e 33 anni – ed era automatico pensarle più grande perché la mia mente era incapace di accostare certe esperienze a quegli anni.

Se siete deboli di cuore, come la sottoscritta, preparate i fazzoletti, preparate il cuore, non credete di uscirne tanto facilmente: dopo giorni che l’ho concluso ho ancora davanti agli occhi scene particolarmente vivide e cruenti che mi hanno fatto star male.

È un libro che va letto almeno una volta nella vita, perché ognuno dovrebbe conoscere la storia di Laila e Mariam, quella di tante donne che in modo e in tempi diversi hanno sperimentato lo stesso crudele destino. Va letto per ricordarle, per non dimenticarci che, sebbene siamo al riparo sotto il tetto di casa nostra, da qualche altra parte del mondo c’è qualcuno che non ha nemmeno il permesso di parlare.

Spero di avervi fatto capire quanto sia stato importante per me leggere un libro del genere, quanto mi sia piaciuto – e in quanti minuscoli pezzettini mi abbia ridotto il cuore. Soprattutto spero vi abbia fatto capire che non è un libro che va letto con leggerezza, richiede il suo tempo e la sua tranquillità, ma che una volta letto conquista un posto speciale. Se lo avete già letto, invece, mi farebbe davvero piacere parlarne.

Tschüss, Em.

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  • Luigi Dinardo

    ho adorato questo libro!

    • Em

      è un’opinione molto comune **