L’orchessa e altri racconti | Recensioni

Salve a tutti e buon venerdì,

oggi voglio parlarvi di una raccolta di racconti conclusa proprio ieri in treno: L’orchessa e altri racconti di Irène Némirovsky – gli assidui frequentatori di questo blog ormai sanno quanto ne sono ossessionata. Ovviamente siccome i suoi libri non potranno mai aumentare, mi limito ad accumularli e poi leggerne uno ogni due/tre mesi. Questa volta è toccato a questo qui che aspettava già da un anno. E prima di iniziare a parlarvene vorrei attirare la vostra attenzione sulla bellezza dell’edizione Adelphi, costa un po’ ma poi ne vale la pena sia per il contenuto che per l’aspetto.

I racconti contenuti sono nove e io per godermeli al meglio ho preferito leggerne uno al giorno, alternandoli alla lettura di “Stoner”.

Tutti quanti hanno in comune i temi cari alla scrittrice che si possono ritrovare spesso nei suoi romanzi: la solitudine, la rassegnazione, la nostalgia del passato e la gelosia verso chi è più giovane, gelosia che spesso e volentieri ritroviamo in una madre nei confronti della figlia – da qui il rapporto difficile. Tutti argomenti che in un modo o nell’altro, di più o di meno, sono stati ispirati all’esperienza personale di Irène che purtroppo non ha mai avuto un buon rapporto con la madre – potete leggere di più in due mie precedenti articoli sulla sia vita qui e qui.

Tutti questi temi sono incastrati perfettamente e originalmente in ogni racconto, la cui lunghezza spazia dalle 20 alle 50 pagine, e il lettore riesce a percepire ogni sentimento senza difficoltà, calandosi nella parte del protagonista. Spesso alla fine mi lasciavano un po’ di nostalgia o, per l’appunto, l’esperienza della solitudine o del dolore.

Tutto questo è possibile perché ogni racconto è scritto in modo più che sublime: la prima cosa che, infatti, mi ha colpito leggendoli non sono tanto i temi, quanto la scrittura. Ho gustato parola per parola e per questo a chi deciderà di leggere la raccolta consiglio di leggerne uno alla volta, senza strafare perché la fretta potrebbe farvi perdere la bellezza contenuta in ognuno di essi. Il mio preferito è stato “La commedia borghese” che è anche il primo.

Concludo questa mia recensione consigliandolo un po’ a tutti, sia agli amanti della scrittrice sia a chi ancora non ha trovato il modo di approcciarsi a essa, questo perché Irène Némirovsky oltre a essere stata una grande scrittrice di romanzi ha scritto anche tanti racconti che non devono essere assolutamente eclissati.

Vi lascio il link diretto per l’acquisto su amazon e vi auguro buona lettura!

Tschüss, Em.

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