Le avventure di Nicholas Nickleby

Eh sì, finalmente ho avuto il tempo per concludere questo libro che avevo cominciato quasi un mese e mezzo fa e ho subito approfittato per scriverne la recensione!

Nicholas Nickleby ha solo 19 anni quando, rimasto orfano del padre improvvisamente, è costretto a trasferirsi a Londra insieme alla madre e la sorella Kate. Qui la povera famiglia cercherà l’aiuto del cinico zio Ralph che per mestiere fa l’usuraio. Il giovane Nicholas non ci metterà molto a capire la vera natura di quel vecchio dedito solo alle ricchezze e ben presto fra i due nasceranno molti dissidi. “Le avventure di Nicholas Nickleby” è uno dei tanti romanzi di Dickens ambientati nella Londra Vittoriana che criticano apertamente la società e, con questo sceglie, come oggetto principale della critica, gli istituti presenti nello Yorkshire, così come ci rivela nella prefazione.

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Personalmente ho adorato questo romanzo: all’inizio ammetto che ho fatto fatica ad entrare nel vivo della storia ma, essendo una grande fan dello scrittore sapevo benissimo che nel corso della storia mi sarei ricreduta. Infatti, la maggior parte dei romanzi di Dickens ha questa caratteristica: all’inizio procede lentamente, come per far sì che il lettore possa sistemarsi per bene e osservare gli eventi da una buona posizione. E così fa anche con queste avventure ; I colpi di scena non mancano, così come le risate, i sospiri e la grande galleria di personaggi: C’è Mrs.Nickleby donna convinta, sempre pronta a seguire le norme della società, che con i suoi monologhi riesce sempre a strappare una risata al lettore. Nicholas in persona, una testa calda pronto a cacciarsi nei guai senza problemi, se l’obiettivo e salvare le persone che ama. Newman Noggs e Smike, due personaggi ridotti in miseria, ma che il lettore non riesce a non amare guardando la loro bontà d’animo, e tanti altri ancora che aspettano solo voi.

Le ultime duecento pagine (dico ultime perché, se ancora non era chiaro, è un bel mattone), poi, sono magnifiche: Dickens presenta ulteriori piani meschini per sventarli successivamente, svela numerosi segreti e introduce incredibili colpi di scena che mi hanno fatto rimanere a bocca aperta e poi contenta come una bambina. Proprio così, quando ho chiuso il libro ero troppo contenta. In primis per il lieto fine riservato ai Nicholas e ai suoi amici e, poi, per aver avuto la possibilità di leggere uno altro dei suoi bellissimi romanzi.

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Durante la mia carriera da lettrice ho avuto spesso modo di costatare che Dickens è un autore che o si ama, o si odia. Molti lo definiscono noioso (e ci vuole coraggio per affermarlo visto che la storia prende sempre una piega diversa da quella che ci si immagina), altri non amano, invece, i romanzi di formazione. Eppure io, ogni volta che chiudo un suo libro, mi ritrovo con un bagaglio culturale sempre più grande, grazie a ciò che è mi è stato insegnato dai suoi personaggi.

Se siete amanti di questo periodo, o di Charles Dickens, o semplicemente dei classici, non posso far altro se non suggerirvelo.

Tschüss, Em.

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  • Bellissima recensione Emanuela, il libro non lo conoscevo ma mi hai davvero incuriosita!! Adoro le letture di questo genere, credo che siano indispensabili per la formazione di un buon lettore! A presto, Simona 🙂

    • Em

      Ciao 🙂 grazie mille per l’apprezzamento. Non è sicuramente tra i libri più conosciuti dell’autore ma merita 🙂 A presto!

  • Michelangelo

    Sono felice di condividere con te questo grandissimo autore, il libro è stupendo e meriterebbe maggiore considerazione, leggetelo!

    • Em

      🙂

    • Em

      Non è molto conosciuto, ma finora uno dei migliori letti di Dickens