La storia infinita | Recensione

Era ciò che lui aveva sognato tanto spesso e che aveva sempre desiderato: una storia che non dovesse mai avere fine.

Tutti abbiamo visto il film da piccoli, stiamo stati rapiti da quegli strambi personaggi, ma non tutti possono dire di aver letto il libro – forse qualcuno ancora non sa che esiste un libro. La storia infinita è un libro dell’autore tedesco Michel Ende, di cui tutti i bambini del mondo conoscono il protagonista: Bastiano.La-storia-infinita-di-Michael-Ende

Bastiano è un ragazzino goffo che all’inizio del libro non può propriamente definirsi felice. La madre è morta e il padre non gli dedica le attenzioni che vorrebbe, a scuola non è popolare, né tantomeno ha amici. La soluzione a questo mix che può rivelarsi fatale per un bimbo, è un libro che trova in un vecchio negozio d’antiquariato; un libro che lo colpisce subito a causa dei due serpente in copertina – chiaramente ispirati all’Oroboro.
Bastiano ruberà il libro e si nasconderà nella soffitta della scuola, deciso a nascondersi da tutto e da tutti, e comincerà a leggerlo: sarà prima lettore e poi diventerà niente di meno che un suo protagonista.

Così il giovane infelice arriva a realizzare il sogno di ogni lettore!

A Bastiano sarà affidato il destino dell’ intero mondo nascosto tra quelle pagine, il mondo di fantasia ed attraverserà oltre che luoghi, anche diversi stadi dell’essere, imparerà a conoscere se stesso e chi gli sta intorno. Imparerà valori che gli saranno d’aiuto nel mondo oltre le pagine e capirà che, forse, forse, il proprietario del negozio aveva fatto sì e lui rubasse quel libro. Perché, forse, quel libro è proprio la chiave per cambiare la sua vita in meglio e riavvicinarsi al padre.

Una storia molto bella, che indubbiamente affascina e che, se da piccoli abbiamo visto in TV, non si può fare a meno di leggere. Tuttavia ammetto che in alcuni punti della narrazione sono rimasta un po’ delusa: non sempre lo stile è incalzante e scorrevole, a volte si blocca, è lento e a tratti annoia. Questo unito alle quasi 500 pagine fa sì che non sia proprio un libro che si divora e finisce subito. Potrebbe accadere che lo lasciate qualche volta sul comodino o che non riuscita a leggere più di cinquanta pagine alla volta – che in ogni caso non sono poche.

Il mio giudizio complessivo è comunque soddisfacente perché la storia, ripeto, è molto affascinante e il tono lento non è affatto presente intutta la narrazione. Se Ende non se ne esce a pieni voti, gli do almeno quattro stelline su cinque. E voi, invece, lo avete letto? Cosa ne pensate? Lasciate un commentino!

Tschüss, Em.

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