La moglie del Califfo – Citazioni

Da moltissimo tempo non riuscivo a trovare un libro che riuscisse a tenermi sveglia e così continuavo a passare da una lettura all’altra senza portare niente a termine, poi ho letto la recensione di Vì sulla moglie del Califfo (QUI) e incuriosita ho preso in mano il libro di Renèe Ahdieh e sono scivolata completamente nella storia, mi sono persa nelle stanze del palazzo immergendomi dentro. In pochi giorni l’ho finito e mi sono ritrovata con un vuoto insostituibile. Mi sono messa a cercare fatti, curiosità e dettagli sul libro, sulle fonti e sull’autrice e sono finita per mettere assieme foto e citazioni.

Ora le riporto qui ma voglio precisare che i personaggi del libro sono molto più giovani rispetto a quelli presenti nelle foto ma bastano per accontentare la fantasia. Le foto sono tratte da un telefilm pakistano che andrà in onda oggi, il 24 Aprile.

Vi lascio con le citazioni, buona lettura e spero di incuriosirvi!

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«Le persone si innamorano e disinnamorano al ritmo del sorgere e tramontare del sole. Come un bambino che adora il colore verde un giorno, solo per scoprire il giorno dopo che in
realtà preferisce l’azzurro».
Shahrzad rise e quel suono fu come sale sulle sue ferite. «Perciò intendi vivere senza innamorarti mai? Tenendo solo… a delle cose?»
«No, cerco di più».
«Di più dell’amore?»
«Sì».
«Non trovi che sia arrogante presumere di meritare di più, Khalid Ibn al-Rashid?»
«È così arrogante desiderare qualcosa che non cambi al mutare del vento? Che non vada in frantumi al
primo segno di avversità?»

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Shahrzad,
molte volte mi sono dimostrato manchevole nei tuoi riguardi, ma c’è stato un momento in cui ho davvero fallito. È stato il giorno in cui ci siamo conosciuti. Nell’istante in cui ti ho preso la mano e tu mi hai guardato, in tutto il glorioso splendore del tuo odio, avrei dovuto rimandarti a casa dalla tua famiglia. Ma non l’ho fatto. C’era una grande onestà nel tuo odio e c’era sprezzo del pericolo nel tuo dolore. Nella tua sincerità ho visto un riflesso di me stesso. O meglio, dell’uomo che avrei voluto essere. Per questo non sono stato all’altezza con te. Non sono rimasto in
disparte. E poi, in seguito, ho pensato che se avessi ottenuto le risposte che cercavo mi sarebbe bastato, non mi sarebbe più importato. Tu non saresti più stata importante. Così ho continuato a non essere all’altezza, a desiderare di più. E ora non riesco a trovare le parole per dirti ciò che andrebbe detto, per trasmetterti almeno una piccola parte di ciò che ti devo. Quando penso a te, mi manca l’aria, non riesco a respirare. E ora che te ne sei andata, non provo dolore né paura. Tutto ciò che mi rimane è un senso di gratitudine. Quando ero bambino, mia madre era solita dirmi che una delle cose più belle della vita è la certezza che la tua storia non sia ancora arrivata alla conclusione. La nostra storia insieme potrà essere finita, ma la tua deve ancora essere raccontata.
Fa’ che sia degna di te.
C’è un’ultima cosa in cui non mi sono dimostrato all’altezza, ma ora ho l’occasione di rimediare. Non è stato perché non lo provassi, ma perché avevo giurato di non dirlo mai e un uomo non vale nulla se non è in grado di mantenere le proprie promesse.
Così lo scrivo al cielo…
Ti amo, mille volte e ancora mille.
E non me ne pentirò mai.

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«Noi donne siamo proprio sfortunate, vero?»
«Cosa intendi?»
«Siamo abbastanza forti da affrontare a mani nude il mondo intero, eppure permettiamo a degli sciocchi ragazzi di prendersi gioco di noi».
«Io non mi lascio prendere in giro».
«No, certo che no. Non ancora». Despina sogghignò. «Ma è inevitabile. Quando incontri la persona che ti fa sorridere come non hai mai sorriso prima, piangere come non hai mai pianto prima… non hai altra scelta che cadere»

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«Quando ero piccola, a Tebe, ricordo di aver chiesto a mia madre cosa fosse il
paradiso. Lei mi rispose: “Un cuore innamorato”. Ovviamente a quel punto avevo voluto sapere cosa
fosse l’inferno. Lei mi guardò dritto negli occhi e disse: “Un cuore privo di amore”»

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«Ma così come voi siete giovane, io sono vecchio, e alla mia età la saggezza diventa meno un diritto di nascita e più un’aspettativa. Nella mia vita, l’unica cosa che ho davvero imparato è che nessuno realizza il meglio di sé senza ricevere amore. Non siamo fatti per vivere da soli, Shahrzad. Più una persona allontana gli altri,più diventa chiaro che ha bisogno di essere amata».

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