Il mondo nuovo | Citazioni

Sulla scia dell’ultimamente diffuso amore per le distopie, vi propongo oggi le citazioni tratte da “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley e che con piacere sto vedendo spesso nei profili instagram di molti lettori.

Prima di cominciare vorrei lasciarvi la mia recensione, così se ancora non l’avete letta potete sapere cosa ne penso nel dettaglio.

“E questo il segreto della felicità e della virtù: amare ciò che si deve amare. Ogni condizionatura mica a ciò: fare in modo che la gente ami la sua inevitabile destinazione sociale.”

“Sento che potrei fare qualcosa di molto più importante. Sì, di più intenso, di più violento. Ma cosa? Cosa c’è di più importante da dire? E come si può essere più violenti intorno alle cose di cui si deve scrivere? Le parole possono essere paragonate ai raggi X: se si usano a dovere attraversano ogni cosa. Leggi e ti trapassano. Questa è una delle cose che io tento di insegnare ai miei studenti, a scrivere in maniera da colpire a fondo. Ma a che essere colpito da un articolo sui Canti Corali o sull’ultimo perfezionamento degli organi a profumo? E poi si riesce forse a scrivere delle parole veramente attraversanti quando si tratta di argomenti di questo genere? Si riesce a dire qualcosa intorno al nulla?

“Voglio sapere cos’è la passione. Voglio provare qualche scossa violenta.” “Quando l’individuo sente la comunità è in pericolo.” “Ebbene, perché non dovrebbe essere un po’ in pericolo?”

“Le loro parole ruppero la sua incoscienza. Egli si risvegliò di nuovo alla realtà esterna, si guardò intorno, riconobbe ciò che vide, lo riconobbe con la sensazione d’orrore e di disgusto di chi precipita, per il delirio rinnovantesi dei suoi giorni e delle sue notti, per l’incubo della sciamante indistinguibile identità.”

“Non volete dunque essere liberi e uomini? Non comprendete neppure che cosa sia lo stato d’uomo e la libertà? Non comprendete? Ebbene allora ve lo insegnerò io, vi costringerò a essere liberi, lo vogliate o no.”

“Ma perché è proibito?” domandò il selvaggio. Nella sua emozione di trovarsi con un uomo che aveva letto Shakespeare, aveva momentaneamente dimenticato ogni altra cosa. “Perché è vecchio; questa è la ragione principale. Qui non ci è permesso l’uso delle vecchie cose.” “Anche quando sono belle?” “Soprattutto quando sono belle. La bellezza attira, e noi non vogliamo che la gente sia attirata dalle vecchie cose. Noi vogliamo che ami le nuove […] questo è il prezzo con cui dobbiamo pagare la stabilità. Bisogna scegliere tra la felicità e ciò che una volta si chiamava la grande arte. Abbiamo sacrificato la grande arte. Ora abbiamo i film odorosi e l’organo profumato.”

“La felicità è un padrone esigente, specialmente la felicità degli altri. Un padrone molto più esigente, se non si è condizionati per accettarla senza discutere, della verità. Il dovere è il dovere. Non si può consultare le proprie preferenze. Io m’interesso alla verità, io amo la scienza. Ma la verità è una minaccia, la scienza è un pericolo pubblico. Altrettanto pericolosa quanto benefica.”

“Dove ci sono guerre, dove ci sono giuramenti di fedeltà condivisi, dove ci sono tentazione a cui resistere, oggetti d’amore per i quali combattere o da difendere, là certo la nobiltà e l’eroismo hanno un peso. Ma ai nostri giorni non ci sono guerre. La massima cura è posta nell’impedirci di amare troppo qualcosa.”

“Insomma voi reclamate il diritto di essere infelice? Senza parlare del diritto di diventar vecchio e brutto e impotente; il diritto d’avere la sifilide e il cancro; il diritto d’avere poco da mangiare; il diritto d’essere pidocchioso; il diritto di vivere nell’apprensione costante di ciò che potrà accadere domani; il diritto d prendere il tifo; il diritto di essere torturato da indicibili dolori d’ogni specie.” “Io li reclamo tutti.”

In ultimo vi lascio il link d’acquisto diretto ad amazon, sperando di aver suscitato in voi una qualche minima curiosità.

Tschüss, Em.

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