Il creasogni

“A Morfeo e ai suoi fratelli venne affidato proprio questo compito: far sognare gli abitanti della Terra. Tutti: il tiranno e l’onesto, il ladro e il padrone. Perché tutti, con il buio, sono uguali.”

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Il creasogni, primo romanzo di Simone Toscano, come si può ben intuire dal titolo, ha come protagonista un uomo che come mestiere crea i sogni: Il signor Ettore, abitante di Mangiatrecase, non riuscendo più a sognare comincia a fabbricarli per donarli. Il suo lavoro non è però così semplice come potrebbe sembrare ed Ettore ci tiene a sottolinearlo: bisogna far sì che ogni angolo sia smussato, che non ci sia nessuno spigolo. E’ anche la storia della famiglia di Ettore, una famiglia formata dal cane Cerino e dal trovatello Catello, una relazione iniziata in un modo un po’ diverso ma davvero, davvero speciale.tumblr_nrwmqahNDk1u7t3bqo1_500

Devo dire che la trama del libro mi ha attirato subito anche se ho trovato l’inizio del romanzo non troppo coinvolgente, come se mancasse qualcosa di fondamentale, sono infatti dovuta arrivata a pagina 60 circa prima di incollarmi davvero alle pagine. Da quel momento in poi è stata una di quelle letture che non vedi l’ora di concludere per sapere come finisce, e non ho chiuso fino a quando non ho avuto la conferma che tutti gli abitanti di Mangiatrecase stessero al sicuro e vivessero felici e contenti.

Più che romanzo definirei questo libro una favola a lieto fine, che mi ha ricordato molto quelle che mi venivano lette da piccola o che leggevo di mia spontanea volontà. Una favola alternativa e molto originale. Se c’è una cosa che ho davvero apprezzato del romanzo è stata proprio l’originalità: tutti amano i libri che parlano di sogni e sognatori, non di meno io ma è la prima volta che leggevo di una persona che crea sogni. Sarebbe una cosa perfetta in questo mondo, non trovate? Pensate alle tante persone prive di fantasia che non sanno volare con la mente. Potreste pensare che è impossibile che ci siano persone del genere ma mai dire mai.tumblr_nrw6a2T1pk1t2kks8o1_500

Come sempre vi auguro buona lettura, e alla prossima.

Tschüss, Em.

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