Il cavaliere d’inverno

Avevo voglia di leggere una storia d’amore che mi conquistasse, che fosse priva di stereotipi e cose lette e stralette e così ho ricordato Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons, che mi era stato largamente consigliato. Non potevo sceglierne uno migliore!download

E’ l’estate del 1941, Hitler ha appena invaso l’Unione Sovietica venendo meno al patto di non aggressione e Tatiana, 17 anni l’indomani, si trova a casa con tutta la famiglia quando alla radio annunciano l’inizio della guerra. Quello stesso giorno, intenta a mangiare un gelato su una panchina, conosce Alexander, 22 anni, un ufficiale delle Armate Rosse. Tuttavia in quella guerra non sembra esserci spazio per il loro amore. Dasha, la sorella, è innamorata di Alexander e Tania non vuole spezzarle il cuore, lui ha dei segreti che potrebbero costargli l’arresto. L’intera storia segue un arco temporale di due anni.

Sebbene la mole – quasi 700 pagine – è un libro che finisce subito, che cattura il lettore e non lo lascia nemmeno giorni dopo averlo concluso. S’installa nel cuore e non ne esce più. Le emozioni predominanti per me sono state ansia, angoscia, felicità accompagnate tutte da grossi lacrimoni. Lei è fin troppo ingenua, non ha idea di cosa siano quei sentimenti che sente nascere nel petto,  crescerà in quei due anni fino a diventare una donna che lotta per sé, ma principalmente per le persone che ama. Lui ha alle spalle un passato doloroso ed è stato costretto dalla vita a crescere fin troppo presto, ha imparato a non fidarsi delle persone, ma quando vede Tatia su quella panchina, ogni sua certezza crolla, insieme alle sue difese, si rivela a lei senza più alcuna paura. E’ possessivo, geloso e farebbe qualsiasi cosa per garantirle la sopravvivenza in quegli anni duri. Mi sono innamorata di loro, della loro storia. I litigi che spesso percorrono le pagine del libro vi fanno sentire che quella copia è vera, reale; per altri invece avrete voglia di urlare, vi chiederete perché discutere per cose inaudite.

Devo ammettere che le prime pagine mi avevano lasciato interdetta, la scena iniziale l’ho trovata forzata, così come il primo incontro tra i due per alcune caratteristiche inverosimili. Eppure dopo le prime 40 pagine mi sono ricreduta e non sono più riuscita a pensare ad altro, quasi come una droga non ne ho potuto più fare a meno. Mai avrei creduto di finire un libro di 700 pagine in due giorni e mezzo. Nota negativa è il modo in cui sono impostati i discorsi, non so se sia colpa della traduzione o meno, ma certe volte facevo fatica a capire chi dei due fosse a parlare. Poi non parliamo dell’impaginazione della versione digitale, a dir poco orrenda e che mi ha fatto penare parecchio. Il titolo originale, inoltre, è The Bronze Horseman (Il cavaliere di bronzo) che fa riferimento all’omonima storia di Puskin, largamente citata nel libro e che acquista importanza al suo interno; cambiare il titolo tramite la traduzione l’ho trovato uno scherzo di poco gusto. Ma nonostante ciò non posso non dargli 5 stelle. Non perché sia perfetto, ma per il modo in cui mi ha coinvolto e mi ha fatto sentire. Se un libro è capace di farmi sentire così, ne merita anche di più. Questo è l’effetto dei libri che senti dentro, i cui personaggi vedi davanti ai tuoi occhi, per i cui problemi la notte non riesci a dormire perché sono diventati anche tuoi.

E’ bene chiarire che non sono fan dei romanzi d’amore perché ormai ne trovo davvero pochi ben scritti – tralasciando i classici ovviamente – e dopo aver letto tutti quelli di Nicholas Sparks davvero non riesco a leggerne qualcuno che non sia stereotipato. Avevo davvero paura di cominciarne uno nuovo, ma alla fine ne ho scelto uno all’altezza delle mie aspettative. Unico consiglio? Se volete leggerlo aspettate di essere completamente liberi, perché una volta cominciato qualsiasi cosa entrerà in secondo piano e pure se poserete il libro sul comodino questo continuerà ad assillarvi fino a quando non lo avrete finito.download (1)

Io poco dopo averlo cominciato ho scoperto che è in realtà parte di una trilogia composta anche da “Tatiana e Alexander” e “Il giardino d’estate”. Purtroppo, però, per il mio bene non posso cominciare subito il seguito, se continuassi così non darei nemmeno un esame nella sessione invernale. Così con un po’ di tristezza per quest’ultima cosa, ma con davvero tanta soddisfazione per aver letto un libro così emozionante, vi auguro una buona lettura.

Tschüss, Em.

Ti è piaciuto il post? Condividilo!
Precedente David Golder Successivo Tatiana e Alexander