Il bello di essere diversi

In un modo così vario non potevano non esserci tante idee e pensieri diversi, tanti modi di guardare e affrontare la vita. In ogni ambito troviamo categorie diverse che fanno di tutto per differenziarsi, ma anche per accettare l’altra parte. Allo stesso tempo i giornali ci mettono di fronte, ogni giorno, anche un’altra verità: esistono persone che lottano ogni giorno per eliminare la diversità e imporre il proprio punto di vista. Nonostante siano una minorità nella totalità degli abitanti del mondo, riescono comunque a fare gravi danni. Se possiamo semplicemente evitare il vicino di casa con questa mentalità, non possiamo di certo fare molto per combattere chi usa la forza per raggiungere il proprio scopo, almeno non in pochi. Questo è sicuramente un argomento al quale vanno dedicate molto di più che 500 parole, me ne rendo conto ma oggi vorrei parlarvene in ambito letterario. Così come in ogni contesto, anche quando si parla di letteratura e genere ci troviamo di fronti a diversi gusti e diverse passione. Io amo classici ma Vì no, al contrario va matta per Thriller e gialli, tuttavia questo non vuol dire che non possiamo essere lo stesso grandi amiche. large

Dico questo perché durante l’arco dei miei ventuno anni mi è capitato spesso di entrare in contatto con persone con gusti totalmente diversi dai miei – ma va! – ma non tutti hanno sempre accettato ciò che pensavo, o tentato di aver un colloquio normale, tra persone normali. Ho incontrato chi per forza doveva farmi piacere ciò che piaceva a lui o chi incredulo affermava che non poteva un dato libro essermi piaciuto, perché lui lo aveva letto e faceva schifo.

Chiunque ci rimane male quando il proprio libro preferito non piace ad altri, nella nostra ingenuità vorremmo che piacesse a tutti, ma insomma il bello di essere diversi è anche incontrare persone che vedono ciò che noi guardiamo con occhi diversi, leggono quindi in modo diverso. Infatti, non bisogna dimenticare che il fatto che un libro ci piaccia tanto dipende anche dalla nostra interpretazione, la quale dipende, a sua volta, da tanti altri fattori: esperienza personale in primis. Però io non mi permetterei mai di imporre un mio gusto a un’altra persona.

Se leggo un libro che mi delude, cerco di trovarci sempre un lato positivo e se non sempre accade, cerco di capire cosa può aver fatto innamorare un altro – se capita l’occasione. E se c’è una cosa che non accetto è che mi si dica che un libro che ho tanto amato sia per forza brutto: non cercherò di fartelo piacere, e allo stesso modo tu non dovresti impormi il tuo pensiero negativo.

Nell’ambito dei classici si apre una parentesi ancora più grande, i classici hanno sempre qualcosa da dirci, non importa se lo fanno in un modo noioso, se con tante descrizioni o se attraverso una storia smielata d’amore. Potrò dirvi che non mi è piaciuto Svevo, ma non vi dirò mai che Svevo è inutile.

large (4)Dovremmo leggere un libro in quest’ottica: l’autore, dal canto suo, voleva vuole trasmetterci qualcosa – forse un autore di libri commerciali non tanto – è quindi importante cercare sempre di riflettere su quanto letto e accettare una data morale, anche se non abbiamo apprezzato il modo in cui ci è stata trasmessa.

Una persona testarda non cambierà di certo modo di fare dopo aver letto quest’articolo, magari penserà che sono un mucchio di stupidaggini, ma io lo scrivo per chi la pensa come me e perché nel mondo ci sia sempre libertà di pensare, dire e, ovviamente, scrivere.

Grazie a chiunque ha deciso di utilizzare due minuti per leggere tutto ciò.

Tschüss, Em.

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