I turbamenti del giovane Törless | Citazioni

Sono passati un po’ di mesi da quando ho letto “I turbamenti del giovane Törless” di Musil e ancora sento persone dire che non è piaciuto, che è noioso e non si riesce a digerire. Sarò strana io, ma come sapete se avete letto la mia recensione, a me è piaciuto molto. Quindi ho deciso di riservargli un articolo dell’angolo delle citazioni e farvi leggere quelle che ho apprezzato di più.978880618271

“Quanto più esattamente egli circoscriveva coi pensieri i suoi sentimenti e se li rendeva familiari, tanto più sembravano divenirgli, allo stesso tempo, estranei e incomprensibili; sicché non pareva neanche più che fossero quelli a ritrarsi da lui, ma che se ne allontanasse egli stesso, pur non potendo distruggere l’illusione di avvicinarvisi.”

“Lo affascinava dover spezzare tutti i limiti entro i quali era rinchiuso, lasciarsi dietro la sua posizione di privilegio, i pensieri e i sentimenti che gli erano stati inoculati, tutte le cose che l’opprimevano e non gli davano nulla. “

“Ma era proprio quello che Törless non capiva. I progetti pazienti che per l’adulto legano impercettibilmente le giornate in mesi ed anni gli erano ancora ignoti. E anche quell’ottusità di percezione, per cui una giornata che volge alla fine non è più un problema. La sua vita era puntata su ogni singolo giorno. Per lui ogni notte era un nulla, una tomba, un’estinzione. Non aveva ancora acquistato la capacità di mettersi giù a morire ogni sera senza darsene pensiero.”

“Allora si sentiva struggere dal desiderio di sentire finalmente in sé qualcosa di preciso; esigenze definite che facessero distinzione fra il bene e il male, fra l’utile e l’inutile; sapere di fare una scelta, anche se sbagliata, sarebbe stato meglio che essere così esageratamente ricettivo da accogliere qualunque cosa.”

“Si afferma che fra due creature umane vi può essere un momento così: un rannicchiarsi, un attinger forza in se stessi, un trattenere di fiato… un attimo di estrema tensione interiore sotto una superficie di silenzio. Nessuno può dire che cosa stia accadendo. Come l’ombra che la passione proietta davanti a sé. Un’ombra organica: un allentamento di tutte le tensioni precedenti, e allo stesso tempo uno stato di improvvisa nuova schiavitù, in cui è già contenuto tutto il futuro; un’incubazione che è così concentrata da essere aguzza come la punta d’un ago… e d’altra parte è anche un nulla, un senso di vuoto e di torpore, una debolezza, un’angoscia…”

“allora era anche possibile che dal mondo chiaro e diurno, l’unico da lui conosciuto finora, una porta immettesse in un altro mondo bieco, tempestoso, appassionato, nudo e distruttivo. E che fra quegli uomini la cui vita si muoveva ordinata come in una casa trasparente e solida di vetro e di ferro fra lavoro e famiglia, e gli altri, i reietti, i macchiati di sangue, i dissoluti e gli sporchi, quelli che erravano in un labirinto pieno di voci mugghianti, non soltanto c’è un ponte ma le due frontiere si toccano, segrete e vicine, e ad ogni istante si possono varcare…”

“Vedeva le persone come non le aveva mai viste, mai sentite prima. Ma le vedeva senza vederle, senza immagini, senza idee; come se solo la sua anima le vedesse; eppure erano così chiare che egli era mille volte trafitto dalla loro intensità. Però, come se si arrestassero su una soglia che non potevano varcare, esse arretravano e svanivano appena lui cerca le parole per dominarle.”

“Ciò che in un momento sperimentiamo indivisibilmente e senza problemi diventa incomprensibile e confuso appena tentiamo di avvincerlo con catene di pensieri e farne un possesso permanente. E quel che sembra grande e remoto finché le nostre parole cercano di afferrarlo da lontano, diventa semplice e perde ogni qualità inquietante appena entra nella sfera delle nostre attività quotidiane.”

“Anche se un pensiero è entrato nella nostra mente molto tempo prima, prende vita solo nel momento in cui qualcosa, che non è più pensiero, che non è più logico, si combina con esso, così che noi sentiamo la sua verità, al di là di ogni giustificazione, come un’ancora che lacera la carne viva e calda… Ogni grande scoperta si compie solo per metà del cerchio illuminato dalla mente cosciente, per l’altra metà nell’oscuro recesso del nostro essere più interiore, ed è innanzi tutto uno stato d’animo alla cui estremità boccia il pensiero come un fiore.”

“Non sbagliavo quando parlavo di cose che hanno una seconda vita segreta a cui nessuno fa attenzione. Ma io avevo una seconda vista e vedevo tutto questo non con gli occhi della ragione. Come sento un’idea venire in vita nella mia mente, così sento anche che qualcosa vive in me alla vista delle cose, quando tacciono i pensieri. Sotto tutti i miei pensieri, io ho in me qualcosa di oscuro che non posso misurare razionalmente, una che non può essere espressa con le parole e che tuttavia e la mia vita.”

Questi sono solo alcuni dei pezzi che mi sono piaciuti, se controllaste la mia copia la trovereste tutta sottolineata e quindi questo rende l’idea del come sarebbe stato impossibile riportarvele tutte. Spero che vi abbia suscitato curiosità e se ancora non lo avete letto, potreste farlo ora.

Tschüss, Em.

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