Homo Faber, Max Frisch

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Walter Faber è un uomo abituato a credere alla scienza, ai fatti, che non si stupisce di  fronte ad un qualsiasi evento naturale perché sa già che dietro di esso vi è una specifica e razionale risposta. “Mi sono già domandato a volte cosa intende la gente quando parla di una grande esperienza. Io sono un tecnico, e abituato a guardare le cose come sono. Tutto ciò di cui parlano, io lo vedo bene; non sono mica cieco. Vedo la luna sopra il deserto di Tamaulipas —  più chiara che mai, può darsi,  ma sempre una massa commensurabile, che rotea attorno al nostro pianeta, una questione di gravitazione, interessante, ma perché emozionante ?” Uomo dedito al proprio lavoro, non si è mai lasciato trasportare da qualsiasi tipo di relazione o affetto. Tuttavia la sua vita è destinata a cambiare a causa di tanti eventi che pian piano gli faranno cambiare il modo di vedere la vita irrevocabilmente e che sbricioleranno ogni sua piccola certezza. La storia è raccontata dal protagonista all’incirca qualche mese dopo gli eventi. La narrazione è, però, spesso interrotta dalle riflessioni dello stesso Faber che si chiederà più volte perché, spesso, si parla della propria vita in relazione al destino: “che le cose si siano svolte in questo modo, è stato più che una coincidenza, è stata una catena di coincidenze. Ma perché destino?” – “Perché destino? Sarebbe potuta anche andare in modo affatto diverso.”                               Non avevo mai letto nulla di Max Frisch, ho scoperto Homo Faber perché assegnatomi da un professore dell’università e dopo averlo letto ne sono davvero grata, non immaginavo mi sarebbe piaciuto tanto. Il lettore sebbene percepisca ostilità verso quest’uomo estremamente razionale, non può evitare di affezionarcisi e seguirlo attraverso il suo viaggio. Un viaggio che cambierà non solo il protagonista ma anche il lettore stesso. Infatti, il romanzo è fondamentale perché lo porterà a rendersi conto che in un modo ormai così moderno e tecnologico nessuna certezza lo è veramente finché rimarrà collegata a qualsiasi macchina intelligente.

Tschüss

Em.

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