Grandi Incipit #5

I passi dell’amore, Nicholas Sparks

recensione-libro-i-passi-dell-amore-nicholas-sparks1“La mia vita cambiò per sempre quando avevo diciassette anni.
So che, quando lo dico, alcune persone restano meravigliate. Mi guardano in modo strano, come se cercassero di immaginare che cosa potesse essermi accaduto allora, ma raramente mi do la pena di spiegare.”

Ho sempre trovato questo incipit molto efficace e già la prima volta che lo lessi mi diede l’impressione di un narratore sul quale avrei potuto contare. Può sembrare una cosa stupida, ma credo che ogni lettore debba potersi fidare di chi sta per raccontargli la storia, già dalla prima pagina. Sarà il suo compagno di viaggio e ognuno deve sapere di poter legare con il proprio durante il percorso. Con Landon non ho mai avuto dubbi. E ovviamente è anche un incipit che lascia immaginare che tante cose belle e non stanno per accadere, non smorza per nulla le aspettative che ogni lettore ha appena apre un nuovo libro.

Citazioni.

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Il cielo diviso, Christa Wolf

cielo-diviso1“La città, poco prima dell’autunno immersa ancora nella calura dopo la fresca estate piovigginosa di quell’anno, respirava con più veemenza del solito. Il suo respiro si effondeva in fumo denso su da cento ciminiere di fabbriche nel cielo terso, ma poi gli mancava la forza di proseguire. La gente lo trovava improvvisamente insolito e difficile da sopportare, sfogando la subitanea irrequietezza anche sulle cose più remote. L’aria la opprimeva, l’acqua aveva un sapore amore.”

La prima cosa che mi comunica questo incipit è voglia di vivere e contemporaneamente voglia di andar via – cosa che effettivamente farà Rita che si sposterà dal piccolo paese alla città – mi immagino sempre tante persone che si aggrappano con tutta la loro forza alla vita che gli è rimasta, con tutti i limiti che l’accompagnano. Quest’immagine è solo l’anticipazione della grande forza che la protagonista di questo romanzo, ambientato tra il 1960 e il 1962 a Berlino, e per questo l’ho sempre considerato come un inizio di grande efficacia considerando le grandi tematiche affrontate.

Recensione.

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Madre Courage e i suoi figli, Bertol BrechtMadre_Courage_e_i_suoi_figli(4682)_1

“Come fa uno, qui, a raccapezzarsi una squadra? Brigadiere, di tanto in tanto mi succede di pensare al suicidio. Per il dodici devo presentare al comandante quattro drappelli; ma, da queste parti, la gente è tanto perfida, che la notte non riesco più a dormire.”

Questa volta parliamo di un’opera teatrale e non di un romanzo, le parole con cui inizia il testo sono di un reclutatore durante la guerra dei trent’anni in Germania che non riesce a trovare persone da portare con sé nell’esercito. L’incipit, in media res, è un po’ crudo e non lascia spazio per controbattere, sembra quasi che non possiamo far altro che lasciar sfogare il reclutatore e ascoltare, capire perché mai la gente è tanto perfida al punto da pensare al suicidio. Non è un incipit elegante, non ci verrebbe voglia di incorniciarlo su una parete di casa o anche copiarlo su un quaderno di aforismi, ma è un incipit pieno di potenza se si considera l’autore in sé.

Recensione.

Tschüss, Em!

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