Grandi Incipit #6

Amanti delle rubriche siamo tornati!

Questo sabato dedichiamo il nostro spazio agli incipit e ne condivideremo qualcuno che ci ha colpito, come sempre. Sentitevi liberi di commentarli insieme, a fine articolo.

CUORE D’INCHIOSTRO – Cornelia Funke

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Pioveva, quella notte. Una pioggerella fine, un fitto mormorio. Tanti anni più tardi, a Meggie bastava chiudere gli occhi per sentirla ancora, con quel suo tamburellare sui vetri come minuscole dita. Da qualche parte, nel buio, un cane abbaiava e, per quanto si girasse e rigirasse nel letto, Meggie non riusciva a prendere sonno.
Sotto il cuscino c’era il libro che aveva appena letto. Le premeva la copertina contro l’orecchio, quasi per attirarla di nuovo fra le sue pagine. «Certo che dev’essere comodo dormire con quel coso duro sotto la testa!» aveva scherzato Mo la prima volta che le aveva trovato un volume sotto il guanciale. «Dai, ammettilo: di notte ti bisbiglia la sua storia.» 

Un romanzo d’avventura che da vita a tanti personaggi innamorati della lettura. Le prime due frasi rispecchiano quello che potrebbe l’inizio di una bellissima avventura, mentre le restanti ci mostrano già in parte tutta l’attenzione che viene data a carta e inchiostro.

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FRANKESTEIN – Mary Shelley

Lettera I

Alla Signora Saville, Inghilterra
Pietroburgo, 11 dicembre 17 —

Ti rallegrerai nell’apprendere che nessun disastro ha accompagnato l’inizio di un’impresa alla quale tu guardavi con tanti cattivi presentimenti. Sono arrivato qui ieri, e la prima preoccupazione è stata di rassicurarti, cara sorella, sul fatto che sto bene e che nutro una fiducia crescente verso quanto ho intrapreso.
Sono già molto più a nord di Londra, e mentre cammino per le strade di Pietroburgo sento una fredda brezza di settentrione che mi sfiora le guance, mi rinvigorisce i nervi e mi riempie di gioia. Puoi capire questo mio sentimento? Questa brezza, che arriva dalle regioni verso cui sto andando, mi dà un assaggio di quei climi ghiacciati. Incoraggiati da questo vento pieno di promesse, i miei sogni ad occhi aperti diventano più vividi e appassionati. Cerco invano di convincermi che il polo è il regno del gelo e della desolazione: alla mia fantasia si presenta sempre come una regione piena di bellezza e di delizia. Là, Margaret, il sole è sempre visibile: il suo ampio disco sfiora appena l’orizzonte e diffonde uno splendore perpetuo. Là — se mi consenti, sorella mia, di fidarmi dei navigatori che mi hanno preceduto — la neve e gelo sono banditi, e, veleggiando su un mare calmo, si può essere trasportati in una terra che sorpassa per bellezza e meraviglia ogni regione del mondo finora scoperta.

Non possono che essere parole positive quelle che accompagnano l’incipit di Frankestein. Sono frasi molto descrittive capace di catapultare il lettore nello stesso luogo di chi scrive, e quindi molto evocative. Dal canto mio posso dire che ho apprezzato in pieno tutto lo stile di scrittura di Mary Shelley.

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MACBETH – William Shakespeare

macbeth

SCENA I

Luogo aperto. Tuoni e lampi.

Entrano tre STREGHE.

1ª STREGA – Quando noi tre ci rivedremo ancora?

Con tuono, lampo o pioggia? Quando, allora?

2ª STREGA – Quando sarà finito il parapiglia,

e sarà vinta o persa la battaglia.

3ª STREGA – Sarà al calar del sole, questa sera.

1ª STREGA – E il luogo?

2ª STREGA – Alla brughiera.

3ª STREGA – Laggiù dobbiamo andare

Macbeth ad incontrare.

Macbeth è un’opera teatrale dove vengono descritti due mondi diversi che alla fine dello spettacolo andranno poi ad incontrarsi, proprio a causa dell’ambizione malata del protagonista. Nell’incipit abbiamo già un’idea del secondo e dell’importanza che le tre streghe avranno nello svilupparsi della trama.

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Avete letto questi libri? Cosa avete pensato degli incipit?

Tschüss, Em.

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