Grandi Incipit #4

Molto spesso gli Incipit possono dire tutto sul libro che stiamo cominciando a leggere, posso avere un impatto positivo o negativo e condizionarci per tutta la lettura, motivo per cui ho intrapreso questa rubrica un po’ di tempo fa. Oggi volevo parlarvi di qualche altro incipit interessante, sperando che possano portarvi a leggere le intere opere.

9788852031809-niente-di-nuovo-sul-fronte-occidentaleNIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE: Remarque

Questo libro non vuole essere né un atto d’accusa, né una confessione. Esso non è che il tentativo di raccontare di una generazione la quale – anche se sfuggì alle granate – venne distrutta dalla guerra.

Così comincia il famoso romanzo dello scrittore tedesco, che vuole raccontare la sua esperienza durante la prima guerra mondiale, per far capire che non ci fu scampo per nessuno di coloro che vi prese parte, né per chi rimase ucciso, né per chi fece ritorno. Sebbene l’argomento non è dei più leggeri è un libro che vale davvero la pena leggere.

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI: Mark Zusak

Prima i colori, poi gli umani. Così di solito vedo le cose, o almeno ci provo.

Ecco un piccolo fatto: stai per morire.

In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.

Sapete cosa ho amato tanto, tanto di questo libro oltre la storia? Lo stile dell’autore e queste poche righe già lo dimostrano. Cosa si percepisce dall’incipit? La narrazione è in prima persona, ma questo narratore è un po’ particolare: si sforza di dirci dall’inizio che ha caratteristiche positive anche lui, ciò ci porta a pensare che normalmente non è visto di buon grado dalle persone. Questo perché è la morte il nostro anti-convenzionale narratore, una morte che fa spoiler e sa tutto, che ci porta attraverso una storia che non vuol far dimenticare.

LA MOGLIE DELL’UOMO CHE VIAGGIAVA NEL TEMPO: Audrey Niffeneger

È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene. È dura essere quella che rimane. Mi tengo occupata. Così il tempo passa più veloce. Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola. Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta tutto l’inverno sotto la neve. Finché non ci si pensa sembra semplice. Perché l’assenza intensifica l’amore? Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l’orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un’eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un’infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo?

Ecco un altro libro che adoro: anche questo mi ha instillato curiosità dalle prime righe – se la trama non lo aveva già fatto – e mi ha fatto capire subito che i personaggi non sono i componenti della solita coppia che possiamo trovare in un romanzo. Non è una semplice storia d’amore, non sono solo due persone che si amano e sono costretti a dividersi. La loro distanza è incolmabile, non può essere prevenuta, si separano improvvisamente, lei non può seguire lui. Questo ci dicono queste poche parole, ma dove va lui allora? Se davvero volete leggere qualcosa di diverso, questo è il libro che fa per voi, perché non continuare la lettura?

Fatemi sapere se avete letto qualcuno di questi libri o se ne leggerete qualcuno.

Tschüss, Em.  

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