Grandi Incipit #2

L’anno scorso avevamo già parlato di quanto sia importante l’incipit quando si legge un libro. Uno adeguato è capace di far scattare l’amore a prima vista; al contrario uno noioso e ripetitivo può farci decidere di non continuare la lettura. L’altra volta vi  ho proposto una selezione di incipit meravigliosi, oggi ve ne voglio segnalare altrettanti. Pronti?

Grandi Speranze
Poiché il cognome di mio padre era Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a ricavare dai due nomi nulla di più lungo o di più esplicito di Pip. Cosi presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato.

Nella mente scattano le domande subito: perché Dickens ha voluto esordire in questo modo? Chi è questo Pip? Che fine ha fatto? Con le domande subentra la curiosità e l’autore può essere certo di avere la vostra attenzione e di poter continuare con la storia.

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SUITE FRANCESE
Fa caldo, pensarono i parigini. Aria di primavera. Una notte di guerra, l’allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana. Quelli che erano svegli, i malati a letto, le madri che avevano i figli al fronte, le donne innamorate con gli occhi sciupati dal pianto coglievano il primo respiro della serina. All’inizio non era che un ansito profondo simile al soffio di un petto in costrizione. Bastarono pochi istanti, poi tutto il cielo fu riempito dal rumore. Veniva da lontano, da oltre l’orizzonte, sembrava quasi non avere fretta!

Con poche parole l’autrice riesce già a darci un quadro completo di ciò che leggeremo, ma allo stesso tempo non ne da’ abbastanza, per consentire al lettore di scoprire il resto pagina dopo pagina.

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IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a football, Jem non ci penso quasi più.

L’autrice qui opera una tecnica sicura al 100%: ti cala all’interno della storia senza spiegarti gli antefatti così da ritrovati spiazzato, ma solo per un attimo perché poi ti fa capire che per saperne di più – su come Jem si sia rotto il braccio e su chi sia la voce che parla – devi solo sfogliare le pagine. Insomma, Harper Lee dimostra di saperne qualcosa in materia già con poche parole.

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Cosa ne pensate? Avete letto qualcuno di questi libri? Siete d’accordo? A parer mio sono tra quei libri che non dovrebbero mai mancare nelle librerie di qualcuno e anche gli incipit ce lo dimostrano.

Tschüss, Em.

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