Gli occhi neri di Susan | Recensione

Bentornati a tutti,

oggi vi parlerò di un giallo abbastanza recente, uscito solo un anno fa in Italia, edito Newton Compton, ovvero “Gli occhi neri di Susan” – già precedentemente recensito da Vì – di Julia Heaberlin. Ho scelto di leggerlo in questo periodo abbastanza particolare perché ero bloccata con la lettura de “La casa degli spiriti” di cui non riuscivo mai a leggere più di dieci pagine al giorno. Sentivo il bisogno di qualcosa che si leggesse senza troppo impegno e m’intrigasse. Per questo motivo il mio occhio ha scelto questo romanzo, che si è rivelato ottimo per evitare quella che poteva sfociare in un secondo blocco del lettore.

Protagonista del romanzo è Tessa, una trentenne con alle spalle una storia dolorosa: a solo sedici anni è rimasta vittima di un abuso da parte di un serial killer, che l’aveva poi misteriosamente risparmiata, buttandola in un campo di margherite insieme ai corpi morti – e le ossa – delle altre vittime. All’epoca del processo era stata convinta di aver fatto rinchiudere il colpevole, ma cosa succede se si ritrova la stessa qualità di margherite – quelle chiamate appunto black-eyed susan – sotto la finestra di camera sua? Che cosa accade se questo, insieme ad altri indizi, le insinua il dubbio tra i ricordi già insicuri del trauma? Comincerà per Tessa un viaggio a ritroso nel passato, per cercare di scoprire la verità, proteggere la sua famiglia, salvare qualcuno innocente da morte certa e finalmente liberarsi dei fantasmi del passato che non hanno mai smesso di tormentarla.

Per il suo romanzo l’autrice decide di dividere la storia in due piani, infatti, per ogni capitolo del presente, vi è anche un altro relativo al periodo post-incidente, tutto rigorosamente narrato in prima persona da Tessa. In questo modo il lettore ha possibilità di scoprire ogni dettaglio che serve per risolvere il puzzle insieme alla protagonista, che sembra scoprirli ugualmente per la prima volta. Il lettore è guidato passo per passo fino alla scoperta del vero assassino, che sarà una inaspettata sorpresa.

Fatta eccezione per alcune scene che potevano essere riscritte meglio – se non proprio tagliate – perché appaiono come quasi fuori dal contesto e non si adattano facilmente al resto, considero l’intero romanzo un giallo abbastanza valido, coinvolgente e affascinante al punto giusto, che possa fare compagnia per qualche giorno.

Lo stile in cui è scritto è molto semplice, senza troppe pretese, e la narrazione in prima persona permette al lettore di entrare facilmente nell’inconscio ferito di Tessa e scoprire prima di tutti i segreti che non è riuscita a rivelare a nessun altro, prima di tutto a se stessa. Consigliato sicuramente agli amanti del genere.

Vi lascio come al solito il link per acquistare il libro su amazon.

Tschüss, Em.

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