Girl Runner | Recensione

Ci sono quei libri la cui trama cattura subito la tua attenzione, quelli che leggi con piacere e anche con una punta di tristezza. Sono libri che senti dentro e ti porti dietro per giorni, cercando di farti una ragione per alcune cose accadute.  Girl Runner di Carrie Snyder è uno di questi.

La protagonista è Aganetha Smart, ormai centenaria, che vive da sola in una casa di cura perché nessuno dei suoi parenti le è sopravvissuto. Attraverso i suoi monologhi interiori veniamo, pian piano, a conoscenza di ogni evento importante della sua vita: l’infanzia, le amicizie, l’amore, ma soprattutto la sua passione per la corsa.  Aggie riceve un giorno una visita da due giovani che la portano a fare un giro e che le dichiarano di voler fare un documentario su di lei perché è l’ispirazione di una dei due.EDGT94858g

Ciò che mi è molto piaciuto è lo stile della scrittrice, è riuscita in maniera formidabile a fare ziz-zag tra gli eventi, senza scombussolare o innervosire. Alcuni eventi sono descritti e raccontati così bene che nemmeno immaginavo ci fosse dell’altro, venuto poi dopo. Non molti sono capaci di fare una cosa del genere, molti si limitano ai pasticci, ammettiamolo.  Una storia che avviene, poi, quasi interamente nella mente del personaggio principale è molto particolare e deve avere le carte in regola per funzionare; Girl Runner funziona, credetemi.

Non sono solita iniziare una recensione elogiando lo stile dello scrittore, ma il modo in cui C. Snyder scrive mi ha molto colpita e ho ritenuto giusto cominciare così. Ma passando al contenuto:

La storia è originale, incuriosisce e attrae inevitabilmente pagina dopo pagina. Con i suoi ricordi Aggie ti trascina ovunque e ti lasci trasportare con piacere perché vuoi conoscerla, vuoi sapere il perché dei suoi rimpianti e della sua solitudine, vuoi capire come ha gestito una passione del genere in un periodo in cui alle donne non era sempre permesso gareggiare e vi erano ancora le differenze di genere.

Mi sono affezionata subito ad Aggie ma, sfortunatamente, mi sono ritrovata a fine libro a odiare un po’ tutti gli altri personaggi, almeno i principali nella vita della protagonista. Loro sono tutti responsabili delle sue scelte, l’hanno condizionata e lei, purtroppo si è lasciata plasmare senza reali pretese. Ci sono stati momenti in cui non riuscivo ad andare avanti con la lettura perché, molto semplicemente, faceva male. Dovevo quindi elaborare ciò che avevo letto e trovare il coraggio di andare avanti. Mi c’è voluto molto coraggio per finirlo, e sembra strano dirlo visto che ho tessuto le lodi della trama e dello stile, ma leggere certe cose mi feriva e mi faceva arrabbiare. Mi ha instillato tristezza e ancora adesso penso ad Aganetha, un’eroina purtroppo incompresa quasi da tutti. La sua storia, seppure di fantasia, merita di essere conosciuta da tutti.

Carrie Snyder
Carrie Snyder

Lasciatevi prendere per mano e preparate i fazzoletti: questo sarà un viaggio che non dimenticherete tanto facilmente.

Tschüss, Em.

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