Due verticale | Recensione

Carissimi, ben ritrovati!

Siete pronti per un’altra recensione? Lo scorso weekend ho letto “Due verticale” di Jeff Bartsch, un libro che mi incuriosiva da davvero tanto tempo.

Stanley Owens e Vera Baxter sono due persone abituate a vivere senza amici. Lui ha trascorso la vita nell’albergo Hawthorne a Washington, con la madre a imporgli un rigido regime di studio, lei tra viaggi in auto e misere camere d’albergo, appassionata di matematica. Arriveranno alla finale del campionato nazionale di ortografia, dove vinceranno il primo posto ex aequo. I due ragazzi hanno in comune molto più di quanto credono e quello sarà solo l’inizio di un’amicizia fondata sulla passione per i cruciverba e la voglia di scappare e ricominciare.

La storia è davvero originale, ho trovato l’espediente dei cruciverba una vera chicca: Stanley sogna di fare l’enigmista – nonostante la madre abbia per lei piani ben diversi – e insegnerà a Vera a costruire cruciverba. Quando le cose si metteranno male, quando il castello di bugie che si sono lasciati alle spalle minaccerà più volte di crollare, i due si allontaneranno e l’unico modo per ritrovarsi sarà lasciare una scia di cruciverba nei diversi giornali americani, sperando che l’altro accolga il messaggio e sia pronto a perdonare.

Questa storia ci insegna che non basta sapere l’etimologia di una parola o le origini della Normandia e che al contrario non è necessario conoscere ogni piccolo dettaglio della storia di un paese per essere felici. La vita non è fatta solo di nozioni, ma anche di emozioni e i libri di testo non insegnano a riconoscerli.

Il libro nel complesso è davvero molto scorrevole e durante la lettura potreste imparare anche nuovi termini, spesso utilizzati in qualche contesto specifico o solo per divertimento. Si legge in pochi giorni e vi farà sorridere, ridere e anche saltare qualche battito. Ci sono colpi di scena dietro ogni pagina – anche se qualcuno potrebbe risultare ripetitivo – e il tutto mi è sembrato diverso dalle solite storiette che differiscono soltanto dai nomi dei personaggi; questo non può che essere un punto a suo favore.

Una lettura leggera e spensierata, ottima per staccare la spina. Il finale un po’ sperato fino all’ultimo, un po’ inaspettato vi lascerà un complesso di emozioni disparate.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? In caso contrario spero di avervi convinto a farlo. Se decideste di acquistarlo vi lascio il link diretto a Amazon.

Tschüss, Em.

Ti è piaciuto il post? Condividilo!
Precedente Ti consiglio cinque libri #5 Successivo Opinioni di un clown | Recensione