Chi era Irène Némirovsky?

L’11 febbraio 1903 nasceva a Kiev da un ricco banchiere russo Irène Némirovsky, destinata a diventare una delle voci più importanti nella storia della letteratura francese del ventesimo secolo. Si trasferì in Francia ancora ragazza, perché i Soviet avevano messo una taglia sulla testa del padre, e qui si iscrisse alla Sorbonne, dove poi si laureò in lettere. Parlava già 7 lingue e aveva cominciato a scrivere in lingua francese a 18 anni. 00000000000000013504
Nelle sue opere, figure ricorrenti sono sicuramente madri indifferenti, ciniche e senza amore che vengono ritratte con crudeltà e realismo. Per questi personaggi l’autrice si ispirò alla madre stessa, la quale non si preoccupò mai della figlia e della sua educazione. Dall’infanzia nella società russa prende spunto anche per il ritratto di avidi e vecchi ebrei. Potremmo citare quindi opere come “Jezabel“, “Il ballo” o “ I doni della vita” per parlare di queste madre insensibili che arrivano a  compiere atti impensabili o, ancora, “David Golder” e “Il signore delle anime” per leggere qualche esempio di avidi ebrei.
Una scrittura lucida capace di rappresentare personaggi completamente diversi alle prese con tragedie ed eventi, ripeto, in modo realistico.
Il primo romanzo pubblicato fu il piccolo “Il malinteso“, mentre “David Golder” la portò al successo.
Nonostante quest’ultimo, tuttavia, le fu rifiutata la nazionalità francese richiesta, la prima volta, nel 1935. Questa le fu data solo anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1942 ad Auschwitz. Di questo, tuttavia la figlia Denise non sembrò contenta, perché non poteva dimenticare come le era stata sempre negata in vita. Anche il marito Michel Epstein morì il novembre dello stesso ad Auschwitz; le figlie Elizabeth e Denise – oggi entrambe scomparse – furono affidate ad una amica e in seguito furono sotto la tutela dei vecchi editori di Irène. Quando il padre le fece scappare insieme alla domestica le affidò una valigetta di cui  avrebbero dovuto avere cura come della loro vita; qualche anno fa Denise dichiarò in un’intervista quanto fosse strana vederla ora in un museo a NY, mentre per anni l’aveva presa a calci.
Quella valigetta conteva appunti e scritti della scrittrice oltre al capolavoro incompiuto “Suite Francese” pubblicato nel 2005 in Francia. Non fu facile per le figlie, infatti, aprire quella valigietta e scoprirne i tesori. 5831008-1
Dell’autrice sono state pubblicate due biografie:
Mirador” della figlia Elizabeth e “La vita di Irène Némirovsky” di Oliver Philipponnat con l’aiuto di Denise. Quest’ultima, inoltre, ammise come la biografia della sorella non fosse poi molto veritiera poiché Elizabeth, durante la stesura, si era fatta influenzare anche dalle sue fantasie. Entrambe sono state pubblicate da Adelphi, la casa editrice italiana che per prima ha pubblicato i romanzi e i racconti della scrittrice.
Leggendo i suoi romanzi e racconti non si può rimanere affascinati dal suo stile di scrittura così realistico che riesce a trasmetterti i sentimenti e le emozioni, positivi o negativi che siano, dei protagonisti dipinti con tanta cura. Troviamo raccontate le più grandi crisi e tragedie del secolo scorso e ci rendiamo conto, ancora, di come deve essere stato difficile vivere, anzi sopravvivere, tra tante atrocità. E più leggiamo tra le righe, più impariamo a conoscere quelle pagine, più ci rendiamo conto di quale talento sia stato stroncato in quell’infermeria nella quale fu mandata Irène in quanto prigioniero malato.Irène-Némirovsky
A 107 anni dalla sua nascita ho cercato di ricordarla con queste poche righe perché si sa, fin quando ci sarà almeno una persona a leggere le storie nate dalla sua penna, lei sarà ancora qui tra noi.
Tschüss, Em.

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