Ali di piombo | Recensione

Buon lunedì a tutti,

cominciamo questa settimana dando spazio a un autore emergente, Gabriele orsi, e al suo libro “Ali di piombo” da me letto recentemente.

La vicenda è ambientata a Roma, la storia è quella di Mattia, studente universitario con una vita sregolata trascorsa tra discoteche e giostre alcoliche. Mattia non sa veramente cosa vuole dalla vita, studiare lo annoia, l’obiettivo più a lungo termine che sembra essersi proposto è quello di finire la serata in bellezza. Ma quando vecchie e nuove relazioni cominciano a mischiarsi dovrà fare i conti con una vita diversa da quella a cui si era abbandonato e conoscere altri tipi di dolori, che lo porteranno a riflettere su chi gli è accanto e su sé stesso.

Le ali di piombo a cui il titolo allude sono le ali di qualcuno che ha paura di volare e che a primo impatto potrebbe sembrare Lara, la nuova conoscenza di Mattia, che porta dietro di sé più dolore di quanto immaginiamo. Eppure Mattia si sbaglia, forse detiene proprio lui il possesso di quelle ali, un possesso che si manifesta nella sua paura di prendere per una volta una vera decisione. La paura di fare qualcosa che lo porti ad un punto di arrivo e non lo lasci lì a percorrere quello stesso giro infernale che è diventata la sua vita, ancora e ancora.  Paura di cominciare qualcosa che lui stesso ha scelto, senza essere condizionato da qualcosa o qualcuno che gli sta attorno. Le sue ali di piombo sono la paura di cambiare.

cszqv9nxyaefvpx“Il tuo e il mio tempo non scorre in avanti: è un cerchio. Noi crediamo di andare avanti ma in realtà giriamo in tondo, noi, ci inseguiamo e ci ripetiamo ogni giorno, ogni giorno… non siamo in grado di guardarci indietro perché alle spalle non c’è un bel niente! È questo il motivo per cui nessuno è più in grado di imparare da se stesso. Finché non usciremo da questo cerchio non cambierà mai niente, noi continueremo sempre a girare, girare, girare…”

Nel percorso che i due ragazzi, pur non volendo, intraprenderanno sembra essere caratterizzato dall’aiuto che Mattia vuole dare a Lara, ma la meta finale sarà diversa da quella che entrambi si aspettavano al momento della partenza. E durante questo viaggio il lettore si troverà più volte a considerare le proprie ali di piombo.

Quando ho iniziato a leggere questo libro ho pensato a Holden Caufield, protagonista de “Il giovane Holden” di Salinger. Entrambi non sono davvero mai contenti di ciò che fanno, amano lamentarsi e c’è sempre qualcosa dietro l’angolo pronto a disturbare ogni minima decisione. Ad un’analisi più profonda i due possono sembrare in realtà molto diversi fra loro, ma sono fermi entrambi a un bivio e devono decidere se prendere la strada facile – quella che porta al solito giro di giostra – e quella più difficile, imboccata la quale non dovranno più voltarsi.

Lo stile è molto scorrevole e fresco,  rende molto facile la lettura e sebbene l’intero romanzo abbia 350 pagine l’ho finito in tre giorni presa dalla storia e dai personaggi. Posso dirvi che è sempre una bella sensazione trovare un libro dalle cui pagine non riesci a scollarti se non quando arrivi all’ultima – perché poi io li trovo sempre in piena sessione d’esami è un’altra storia.

Ho cominciato questo romanzo fiduciosa, ma non mi aspettavo mi sarebbe piaciuto tanto. Sento di consigliarvelo vivamente se siete alla ricerca di un romanzo che vi rapisca, ma che al tempo stesso vi faccia riflettere; questo potrebbe fare al caso vostro.

Tschüss, Em.

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  • Interessante! Lo segno! 🙂 Vorrei anche leggere “Il giovane Holden”, quindi, visto che mi piacerebbe andare a confrontare i due protagonisti delle due storie, dovrei proprio leggerlo 😉

    Poi, chiaro, anche per il nome della ragazza… Chissà perché 😛 ahahah

    • Em

      Te consiglio vivamente, ma prima leggi “Il giovane Holden” ovviamente 😉