Aforismi di Oscar Wilde

Poco fa, quando stavo cercando semplicemente di decidermi a quale libro dedicare l’articolo sulle citazioni, ho pensato che per una volta avrei potuto buttarmi su una raccolta di aforismi, e così ho fatto: oggi il protagonista è Oscar Wilde e la sua raccolta pubblicata con lo pseudonimo “Sebastian Melmoth”. Se ancora non lo avete letti, vi consiglio di cominciare con questo articolo e se allora li avete trovati interessanti, non vi resta che fiondarvi in libreria o su qualche sito come amazon e ibs. Si parte!Oscar-Wilde-aforismi1

“Le peggiori cose sono sempre fatte con le migliori intenzioni”

“Non appena qualcuno è vecchio assai per ben sapere, egli non sa proprio più niente”

“È certo che una conoscenza che comincia con un complimento si svilupperà in una reale amicizia. Essa nasce nel !modo più bello.”

“Esperienza è il nome che tutti danno ai propri errori”

“L’incertezza è la quintessenza del romanticismo”

“Le azioni sono la prima tragedia della vita, le parole sono la seconda. E queste sono forse la tragedia più terribile: sono spietate”

“Non abbiamo noi, forse, labbra per baciare, cuori per amare, occhi per vedere?”

“Le donne somigliano ai minorenni: vivono delle loro speranze.”

“Le donne rovinano ogni romanzo con il desiderio di perpetuarlo in eterno.”wilde-18

“Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte delle persone esiste e nulla più”

“Non esistono libri morali o immorali: i libri o sono scritti bene o scritti male. Niente più”

“Agli esami gli sciocchi fanno spesso domande a cui i saggi non sanno rispondere”

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”

“Amo parlare molto di niente, è l’unico argomento di cui so tutto”

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile: prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione.”

“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni

E se mettiamo da parte quella sua tendenza a essere misogino che leggiamo in alcuni dei suoi aforismi, si possiamo davvero concludere che è stato un grand’uomo.

Tschüss, Em.

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